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Giornalisti tra i banchi, quando i nonni non ci sono più

I giornalisti in erba del liceo Regina Margherita di Palermo, capitanati dalla prof Rosaria Cascio, ci regalano oggi una storia dolce e struggente

Tantissime volte scordiamo di mostrare alle persone a cui teniamo di più quanto veramente siano importanti per noi.
Siamo tutti bravi ad amare attraverso le parole ma meno bravi attraverso i gesti e siamo talmente presi dalle nostre cose e distratti da futilità che, magari, non decidiamo di cogliere l’attimo perchè non abbiamo la consapevolezza di poterlo perdere per sempre. Ci ricordiamo di tutto questo quando, purtroppo, in un modo o in un altro, lo perdiamo davvero e, allora…. non c’è più niente da fare, indietro non si torna!

I nonni, le persone più care

Pensiamo ad alcune fra le persone a noi più care: i nonni. Ecco, con i nonni spesso ci capita questo, scordiamo che anche loro prima o poi ci lasceranno, senza avvisarci, e lasceranno dentro noi un vuoto enorme e tantissimi rimpianti pronti a logorarci dentro. La perdita di un nonno, purtroppo, l’abbiamo vissuta e la vivremo tutti.
Tre anni fa, in un giorno di Marzo, il destino decise che un tumore dovesse portare lontano da me mio nonno. Quella perdita mi stravolse la vita e fu capace di segnarmi dentro in un modo indelebile. Quel freddo pomeriggio ero chiusa nella camera degli ospiti da mia nonna materna fino a quando dall’altra stanza non cominciai a sentire il rumore di un pianto; la paura in poco tempo mi invase, le gambe cominciarono a tremare e con quel poco coraggio che in corpo mi era rimasta, mi diressi, tremante, verso  la cucina. La scena dinanzi a me non fu una delle migliori, ma con occhi pieni di ingenua speranza chiesi a mia sorella cosa fosse successo.

Il nonno è morto

La risposta non tardò ad arrivare, lei, tra i singhiozzi e le lacrime, mi disse: “il nonno è morto.” In quel momento ogni rumore intorno a me scomparve, cominciai a non sentire più la terra sotto ai piedi, piano piano cominciai a non vedere bene, gli occhi diventarono rossi in poco tempo e le lacrime cominciarono a rigarmi il viso. Quello fu il vuoto che sentii, quello fu il dolore che mi uccise. In quell’attimo i rimpianti mi attraversarono dentro e per più di un anno non riuscii a darmi pace, troppo tardi avevo intuito tutto, non ero stata capace di mostrare a mio nonno quanto lui veramente fosse importante per me, i sensi di colpa non mi davano la libertà di vivere la mia vita, mi ritrovai con il mondo pronto a voltarmi le spalle e le paure pronte a tormentare le mie notti. Lo ricordo, non fu per niente facile ma finalmente, grazie alla musica, riuscii a sentirmi meglio.

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Le canzoni dedicate a mio nonno

Cominciai a scrivere canzoni, il dolore riuscii a sfogarlo in quella maniera, attraverso quelle canzoni riacquistai la serenità… solamente che quel vuoto, quello lasciato dalla scomparsa di mio nonno, nonostante il tempo trascorso, non fui in grado di colmarlo. Ormai sono passati tre anni ma ogni giorno, con me, vive una paura, la paura che mia nonna posso abbandonarmi da un momento all’altro proprio come è capitato con mio nonno. Questa paura svanisce quando finalmente posso stringerla forte a me ed è lì, in quel momento, che ogni  insicurezza, timore, dubbio e ansia abbandonano anche per poco la mia mente! È il suo sorriso capace di darmi tranquillità, sono i suoi occhi chiari capaci di darmi forza. quella che a lei non è mai mancata, è lei il mio punto di forza, il mio porto sicuro, sempre. Ecco perché ognuno di noi dovrebbe cogliere ogni attimo, soprattutto con i propri nonni, che saranno sempre pronti ad essere dei secondi genitori, pronti a rimproverarci e a reclamarci sempre. Tutti i giorni, soprattutto in quelli in cui abbiamo la possibilità di mostrare loro quanto veramente contino nella nostra vita, dovremmo non sprecare le occasioni che ci vengono date. Con mio nonno, a me, è successo questo e il consiglio migliore che posso dare soprattutto ai miei coetanei, è quello di non sottovalutare l’importanza dei nonni. La nostra vita e la loro sono per sempre intrecciate.

Giorgia Piazzese – classe 1E

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