Home » Giornalisti tra i banchi: io che non mi piaccio per niente

Giornalisti tra i banchi: io che non mi piaccio per niente

Gli studenti del liceo Regina Margherita di Palermo, capitanati dalla professoressa Rosaria Cascio, oggi affrontano il tema dell'autostima con una toccante testimonianza

Quante volte qualcuno, guardandoti dritto negli occhi, ti ha detto:”guarda, guarda come sei bella” e tu non ci hai creduto neanche una volta? Credendo anche che fosse una presa in giro. In fondo tu lo sai, non lo sei,non sei bella. Lo dice anche quella stupida vocina che vive nella tua testa, anche lei continua a ripeterti che non sei bella, non sei abbastanza e che mai lo sarai.
Quante di quelle volte hai provato quella sensazione di paura nel guardarti allo specchio? Quel timore che ti assale ogni volta che provi a guardarti, quella voglia di evitare il tuo riflesso per paura che potrebbe farti star male.

Quando mi guardo sto male

Perché sì, ogni volta che provi a guardarti stai male, ti guardi e non ti piaci, non riesci a credere che quell’immagine che si riflette sia davvero tu, così diversa dalla perfezione che vedi intorno a te. Sono tutte così belle, così magre, con un fisico perfetto da far invidia e così sicure di sé!Mentre tu ti osservi e non trovi una sola cosa positiva in te.
Avere un problema con il proprio corpo non significa solo non piacersi, non vi immaginate neanche il mondo che si nasconde dietro a quel sorriso. Non sapete che cosa significhi provarsi cinque vestiti per poi infilarsi i soliti jeans e maglietta. Non sapete che significa andare alle feste e inventarsi allergie o scuse di ogni tipo per evitare cibo e dolci che vengono offerti o, al momento della torta e dell’apertura dei regali, rifugiarsi in bagno per non scattare una semplice fotografia perché non ami il tuo aspetto.

Può interessarti:  Cinquanta medici per salvare una mamma e il suo piccino

Vorrei essere dimenticata

Speri che, in quell’istante, tutti si dimentichino di te e, nel caso questo non dovesse succedere, ti metti lì, in posa e cerchi di coprirti dietro ad altri.
Voi lo sapete? Sapete che significa tutto ciò? Sentirsi costantemente in imbarazzo anche nell’ora di educazione fisica? La paura di correre, sentirsi gli occhi puntati addosso, pensando che ogni risata e battuta sia sempre riferita a te.
Molti giovani vivono questo ogni giorno, vivono con la costante paura di non essere mai abbastanza, di essere e fare sempre le cose sbagliate.
Avere un problema con il proprio aspetto è, oggi, una condizione molto diffusa e viene definita come bassa autostima.

Cos’è l’autostima?

Definire l’autostima non è semplice in quanto si tratta di un concetto molto elaborato e rispetto al quale sono tante le valutazioni teoriche. Essa, tuttavia, può essere definita come la considerazione che l’individuo ha di sé, la fiducia e la stima nei propri confronti. L’autostima è la percezione che abbiamo di noi stessi, il modo in cui ci vediamo rispetto ad altri; essa varia tra due confini: uno positivo e uno negativo. Chi ha una bassa autostima ha poca fiducia in sé, tende a sentirsi sempre inferiore agli altri. Al contrario, chi ha una buona dose di autostima si mostra molto orgoglioso e sicuro di sé tanto che, in alcuni casi, questa può anche trasformarsi in arroganza e superiorità.

Perché si ci sente brutti?

Avere una scarsa idea di se stessi influenza in modo negativo vari ambiti di vita di una persona; quest’opinione si forma a partire dalla propria infanzia e si rafforza ulteriormente nell’adolescenza; durante il periodo dell’infanzia, infatti, la mente di un bambino interpreta gli eventi e li interiorizza spesso in modo sbagliato creando un concetto di sé buono o cattivo. Dunque, la scarsa autostima può essere determinata da esperienze punitive, da mancanza di riconoscimenti, da abbandono o solitudine, da carenza di affetto, dalle alte aspettative dei genitori, dal confronto con gli altri, da episodi di bullismo o esclusione sociale oppure da uno svantaggio economico. Soprattutto il paragone con gli altri e soprattutto con i personaggi dello spettacolo o influencer dei vari social sta notevolmente cambiando il modo di accettare se stessi per quello che si è, poiché sembra quasi che conti più l’aspetto esteriore che quello interiore. Nella società in cui viviamo, anche nell’ambito lavorativo, conta l’aspetto esteriore e, così, secondo molti chi ha un bell’aspetto ha più possibilità lavorative.

Può interessarti:  Il rancore per un papà assente è legittimo, ma non va coltivato

Cosa comporta la bassa autostima?

Le persone che hanno una bassa autostima pensano di non valer nulla, di non possedere nessuna capacità e tendono a criticarsi continuamente, spesso sminuendo le loro qualità e focalizzandosi solo sulle proprie debolezze. Pertanto la bassa autostima può avere delle conseguenze per il nostro benessere psico-fisico. A causa dell’insicurezza e della bassa autostima si ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, ad esprimere i propri bisogni e le proprie opinioni in modo sereno e spontaneo. Nonostante si abbia un forte desiderio di allacciare nuovi rapporti, ci si ritrova ad avere pochissime relazioni sociali e questo aumenta il proprio senso di insicurezza e di inferiorità e può dare vita a stati depressivi.

È possibile riuscire ad amarsi?

Come si aumenta la propria autostima?
Riuscire ad amarsi, non è semplice. Richiede impegno costante. La prima cosa da fare è lavorare sulle proprie considerazioni, imparare a conoscersi meglio, concentrarsi su tutto e non solo sugli aspetti negativi, non paragonarsi ad altri ma essere consapevoli delle proprie qualità senza mai sottovalutarle. È indispensabile lavorare su se stessi e sul proprio inconscio dato che la scarsa autostima è radicata al suo interno. Per modificare la percezione di noi stessi è necessario, quindi, riaprire quel “libro” e far arrivare a noi stessi messaggi diversi da quelli che abbiamo vissuto nei primi anni di vita. L’ unica persona con cui avremo sempre a che fare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e in ogni singolo secondo della nostra vita siamo noi e soltanto noi e, per imparare ad amarci, dobbiamo smettere di criticarci continuamente, dobbiamo smettere di preoccuparci se gli altri non ci apprezzano o ci giudicano. Dobbiamo smettere di voler essere perfetti o diversi. Amati, amati per quello che sei, non importa il tuo peso, i fianchi, la pancia, il colore della tua pelle, i tuoi capelli, le smagliature, i brufoli. Non importa. Abbi il coraggio, ogni giorno, di metterti lì, davanti a quell’enorme specchio e di dirti che sei bellissima, gridalo, urlalo, devi crederci. Non permettere mai a nessuno di farti sentire un disastro, tu vali, sei preziosa e ricordati che, per amarti, non devi perdere peso o altro, devi perdere le tue insicurezze. AMATI E SPLENDI SEMPRE.

Può interessarti:  Sicilia, Covid e bimbi, in sei ricoverati al Di Cristina

Articolo di Rosa Maria Bonaccorso II E

Ps: l’articolo non è autobiografico. L’autrice ha raccolto la testimonianza di una coetanea.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WC Captcha 75 − 69 =