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Giornalisti tra i banchi: i gruppi di giovani e la solitudine tecnologica

Una bella riflessione nella rubrica degli studenti del liceo Regina Margherita di Palermo capitanati dalla prof. Rosaria Cascio

Ogni giorno sentiamo in tv di atti di bullismo e di vandalismo a opera di adolescenti. Spesso si tratta di persone che hanno dei problemi con loro stesse o con altri ed è proprio questo stato di disagio che li porta a svolgere azioni anche terribili. Noi giovani abbiamo la necessità di svagarci e di stare lontani dai problemi che, in alcuni casi, proprio per la nostra limitata esperienza, ci tormentano; di solito preferiamo fare sport e, all’interno della nostra città di Palermo, ci sono anche una cinquantina di sedi di associazioni ed oratori dove possiamo crescere dal punto di vista caratteriale e dove possiamo pure vivere esperienze tanto significative da segnare positivamente la nostra vita.

La storica comitiva

Fin dai tempi antichi gli adolescenti hanno avvertito il bisogno di costruire amicizie; prima si usciva in strada e si vedevano i bambini giocare a palla o con le trottole ed era più semplice costruire un legame. Ma adesso che la tecnologia sta invadendo il tempo libero dei giovani, sono molti quelli che hanno bisogno di uno stimolo in più per conoscere nuove persone.
Cosa sono i gruppi Giovanili?
I gruppi giovanili sono un insieme di ragazzi, della stessa età o differente, seguiti preferibilmente da una persona adulta o poco più grande. In queste aggregazioni si svolgono delle attività con lo scopo di crescere e affermare la propria identità.

Come reagiscono gli adolescenti alle proposte di far parte di gruppi giovanili ?

Facendo un sondaggio tra gli adolescenti noto che molti disprezzano questi gruppi perché definiscono molte delle attività proposte al loro interno come fuori dai canoni della normalità: il rispetto della natura, la professione di una religione, l’aiuto del prossimo ed il rispetto delle regole. Personalmente ho frequentato diversi tipi di gruppi giovanili ed ognuno di loro mi ha dato un insegnamento come se fosse una tessera di un puzzle: unendole le une alle altre, ho scoperto che mi hanno formato e posso affermare che mi sono stati davvero d’aiuto dal punto di vista fisico e mentale.

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Perché i giovani preferiscono la tecnologia ai gruppi?

A causa della diffusione di telefoni, tablet, computer e consolle, i ragazzi preferiscono giocare con un videogioco piuttosto che uscire di casa; magari questa decisione è anche presa per il contemporaneo incremento del numero di macchine in circolazione e la contestuale diminuzione di parchi o aree verdi. In questo modo i genitori sono costretti a “chiuderli” in casa e, non avendo nulla da far fare, consigliano loro di usare un dispositivo elettronico. In questo modo possono tenere impegnati i propri figli che poi concludono la giornata davanti a quello schermo senza dire una parola e allenando soltanto i propri pollici. Diventando questa una routine quotidiana, i ragazzi stessi non hanno più voglia di giocare con i palloni, con i classici giocattoli o con le vecchie figurine e si allontano sempre di più dal mondo reale.

Cosa si può guadagnare frequentando, invece, i gruppi?

Posso parlare in prima persona in quanto ho frequentato diversi gruppi: il gruppo sportivo, grazie al quale ho sviluppato una mia prima forte sensazione di sicurezza grazie alla sfida di imparare a nuotare; con il gruppo scout nel quale, oltre ad avvicinarmi ed a consolidare la mia religione, ho iniziato a cavarmela da solo senza l’aiuto dei miei genitori ed ho cominciato ad aiutare gli altri come dei fratelli, ancora con il gruppo salesiano grazie al quale ho imparato ad impegnarmi per raggiungere un obbiettivo. Alla fine, nonostante la mia giovane età, oggi mi ritrovo con un bagaglio pieno di esperienze che hanno contribuito a formare la mia personalità.
Secondo me c’è un tempo per tutto: un tempo per giocare, uno per studiare ed uno per uscire con gli amici. Ed anche un tempo per stare davanti ad uno schermo di computer. Ovviamente bisogna imparare a fare tutto in maniera controllata ed equilibrata, ritagliandosi un pezzetto.

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Matteo Schiera II E

 

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