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Giornalisti tra i banchi: cos’è il beauty cyberbullismo?

Un fenomeno tristemente diffuso specie tra i giovanissimi. Ce lo raccontano gli studenti del Liceo Regina Margherita, capitanati dalla professoressa Rosaria Cascio

Il beauty cyberbullismo è un fenomeno che si sviluppa tramite la diffusione di commenti offensivi sui social network. Chi li scrive vuole prendere di mira qualcuno denigrandone, soprattutto, l’aspetto fisico. Oggi questa pratica è diffusa soprattutto nel mondo dei giovani; alcuni di loro, sentendosi superiori agli altri ed in diritto di giudicare, si divertono a prendere in giro le persone più deboli.

Non so cosa mi stia succedendo in questo periodo, non sono più me stessa, mi sento esclusa da tutto il mondo. In classe nessuno dei miei compagni mi accetta e intanto continuo a chiedermi che cosa ho io in meno rispetto a loro. A volte penso di sapere le ragioni ma mi girano in testa certe domande: perchè sono robusta?

Perché non mi prendo cura di me stessa?

Forse perché mi piace studiare e sono la più brava della classe? Ah, ecco, sono proprio questi i motivi! Ora che ci penso la scorsa settimana, aprendo Instagram, ho visto una notifica; non credevo ai miei occhi, ero sbalordita dato che non mi cerca mai nessuno. Ho atteso i secondi di apertura della app come se fossero secoli e la mia curiosità di sapere chi mai mi avesse finalmente scritto era incontenibile anche se nutrivo un po’ di timore e di preoccupazione…poi….la solita situazione che vivevo da mesi. Infatti era un proprio profilo falso o il cosiddetto “fake profile” e il contenuto del messaggio diceva esattamente così: “ma non ti vergogni ad uscire da casa così trascurata, così grossa, così vestita? fossi in te io mi vergognerei tantissimo. Questi sono i motivi per cui nessuno ti vuole come amica e nessun ragazzo ti cerca”.

Lacrime di dolore

Mentre leggevo quelle parole le gocce si raccoglievano nei miei occhi fino a quando, incontenibile, sono scoppiata in una tempesta di lacrime e niente riusciva più a consolarmi. Il giorno dopo, nonostante il rapporto pessimo che avevo con i miei compagni, ho deciso di confidarmi con loro sperando in un gesto di sostegno e di condanna per quel messaggio così violento. Nessuno sembrava mostrare interesse nei miei confronti. Mi sentivo sempre più sola e mi convincevo di essere davvero brutta. Intanto, con il passare dei giorni, i messaggi inviati tramite quel falso profilo aumentavano e diventavano sempre più offensivi. Stanca, ho deciso di confidarmi con la mia sorella maggiore che subito mi ha aiutato a scoprire chi si celasse dietro quel profilo. Non ci ha messo tanto a scoprirlo e la mia sorpresa è stata grande: ebbene sì, erano proprio i miei compagni di classe!

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I bulli: i compagni di classe

Non avevo sospettato nulla ma poi, le loro reazioni inesistenti di fronte alle mie parole mi avevano disorientato perchè con loro trascorro tutta la mia giornata! Da loro tutto mi sarei aspettata, ma questo no, una cosa così crudele che io non avrei mai fatto. Mi sono sentita sempre più sola ed isolata e non volevo più sedere tra i banchi, non volevo più mettere piede a scuola. Sono dovuti intervenire mia sorella e i miei genitori che avevo messo al corrente di tutto e già dal giorno dopo il fatto sono andati a parlare con i professori della questione. I docenti si sono infuriati per la spiacevole situazione ed hanno deciso di dare un segno chiaro e deciso che non lasciasse equivoci. Si sono riuniti ed hanno preso provvedimenti seri nei confronti dei miei compagni. Io mi sentivo meglio, da una parte, perchè qualcuno mi aveva difesa ma, dall’altra, avevo paura che la situazione con i miei compagni si aggravasse ancora di più proprio per quelle punizioni. E invece no. I professori non si sono limitati a sanzionare i colpevoli dell’accaduto ma hanno deciso di parlarne in classe per indagare le ragioni di quel gesto. Hanno chiesto a me se me la sentivo di raccontare i miei stati d’animo e le emozioni che avevo provato davanti a quei commenti, mi hanno sollecitato a condividere le emozioni di fronte alle razioni di indifferenza di ognuno di loro quando avevo confidato alla classe di quegli insulti. di All’inizio i miei compagni erano ancora più infuriati per quello che avevo fatto, ma dopo la punizione esemplare e l’ascolto delle mie parole, hanno iniziato ad accettarmi per quello che sono e a rendermi partecipe della vita di classe. I professori hanno vigilato affinchè le nostre relazioni continuassero ad essere sincere e rispettose e credo che il coraggio che ho dimostrato nel raccontare anche le mie paure e le mie angosce mi abbia fatto apparire diversa agli occhi degli altri. Alcuni di loro, sin da subito, mi hanno consolato e chiesto scusa e poi, a poco a poco, tutto è cambiato. Non ci credevo ma è bastato parlare! Con il passare del tempo, i miei compagni hanno iniziato a invitarmi alle feste e alle uscite di gruppo.

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Superare il problema

Finalmente mi ero ambientata ed integrata e questa nuova condizione mi ha fatto molto piacere. Io sono una delle tante vittime colpite dal beauty cyberbullismo agito da persone che si credono superiori; in realtà, però, i violenti sono anche in difficoltà rispetto a tutti gli altri perchè non riescono a trovare altri modi per integrarsi con gli altri se non quello di essere bulli rimanendo, così, al centro dell’attenzione.
Questa è la mia esperienza ma non tutti riescono a raccontare la propria, anzi. Molte ragazze, dopo fatti simili loro accaduti, decidono di cancellare le proprie foto e il proprio profilo dai social network, pensando di risolvere così il problema. Ma, in alcuni casi, la situazione non cambia e continua anche verbalmente e di persona. I bulli sono bulli anche di fronte a te e non soltanto dietro ad uno schermo. Se non riusciamo a reagire la loro forza aumenta e le vittime saranno sempre più sole. Io la mia lezione l’ho imparata. Ho capito che non bisogna farsi condizionare dal parere degli altri; dobbiamo accettarci per quello che siamo. Le apparenze non contano né, d’altro canto, gli stereotipi di bellezza o bruttezza esteriori. Il nostro mondo interiore è un tesoro nascosto e se abbiamo la forza di condividerlo anche le nostre relazioni rifletteranno la bellezza che siamo. Dopo questa esperienza ho deciso di andare in giro per le classi della mia scuola a raccontare l’accaduto ed a convincere tutte le vittime colpite dal beauty cyberbullismo a parlarne e accettarci per quello che siamo.

A che cosa può portare il beauty cyberbullismo ?

Il beauty cyberbullismo può portare a delle conseguenze molto gravi e serie, ad esempio l’uso di droghe, l’autolesionismo, l’alcolismo e la perdita di stima in se stessi.

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Come combattere il beauty cyberbullismo ?

Un primo modo per combattere il beauty cyberbullismo è bloccare il profilo falso da cui arrivano i messaggi, ignorare i commenti offensivi, confidarsi con qualcuno più grande di noi che ci può dare dei consigli adatti per risolvere la situazione e, soprattutto, credere sempre in se stessi, tralasciando il parere negativo delle persone. Chi ci vuol bene sa darci i consigli che ci servono e sa farlo nel modo giusto.
Oggi sono serena e più forte. Ho voluto raccontare la mia esperienza perchè spero di essere un esempio da seguire da tutte le vittime di situazioni simili ma anche un monito per chi, stupidamente, agisce atti violenti senza capire le conseguenze ed il male arrecato.

Vittoria Pecoraro e Sofia Minafò – 2E

4 risposte

  1. Articoli di grande interesse, denotano uno spessore professionale degno di nota; meritereste un premio. COMPLIMENTI

    1. Bravi i ragazzi. Vi seguo dal precedente articolo sul bullismo in cui evidenziate che il bullo è uno da aiutare e non da averne paura. Non se.mpre le storie di bullismo finiscono bene, grazie ai vostri articoli possiamo conoscere meglio il fenomeno per saperlo contrastare.

      1. Grazie Francesca, quello che dici è vero! La bellezza di tutti questi articoli ed anche dei prossimi in lavorazione (non vi anticipo niente ma stanno scrivendo belle cose!) è che sono stati i ragazzi stessi a scegliere i temi e da soli si stanno informando per svilupparli. Sono orgogliosa di loro e sempre più convinta che la scrittura sia il loro spazio di libertà. Compito di noi docenti è fare conoscere ad ognuno di loro i suoi benefici!

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