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Focolaio di Coronavirus nei monti Sicani? I medici sono ottimisti

Ecco il punto dei contagi nella zona montana dell'agrigentino, dove ieri è stato confermato il primo positivo

I Monti Sicani hanno resistito per quasi cinquanta giorni all’onda lunga del Covid 19. Nessun positivo e la speranza che la zona, che comprende una decina di comuni, tra l’agrigentino e il nisseno, fosse una delle poche aree green d’Italia. Ieri sera la notizia, che arriva come una doccia fredda: confermato il primo caso di positività. Nel giro di pochissimo parte il battage sui social e il passaparola: la comunità entra nel panico. Si arriva a una sequela di notizie ufficiose, confermate poi dalle fonti sanitarie: la persona in questione è un giovane trentenne, infermiere all’Asp di Agrigento e asintomatico. Stamani la seconda notiziaccia: all’ospedale di Mussomeli è morta la nonna del giovane, che era ricoverata nel reparto di Lungodegenza del nosocomio nisseno da circa un mese, con patologie pregresse e in convalescenza da un intervento chirurgico. Effettuato il tampone post mortem, la donna novantenne è risultata positiva. Ancora battage ed ancora terrore, con voci che si rincorrono e che seminano panico nelle due piccole comunità montane. A Casteltermini in molti si chiedono se possano essere coinvolte nella vicenda le quattro strutture per anziani presenti in paese: una Rsa e tre case di riposo. Un cittadino riferisce: “Il paesino è piccolo, ci conosciamo tutti, i luoghi di minima aggregazione ad oggi sono gli stessi per tutti: panificio, supermercato, edicola, ufficio postale. Semmai il giovane, che secondo alcune voci abbastanza fondate, pare si occupasse di eseguire tamponi a domicilio, per conto di un servizio attivato dall’Asp di Agrigento da qualche settimana, fosse entrato in contatto con altri concittadini? Se malauguratamente, con il tramite di qualche comune contatto, cosa non improbabile in un piccolo paese, si fosse arrivati anche alle residenze dove soggiornano decine e decine di anziani sarebbe il tracollo.” Intanto via whatsapp iniziano a girare a Casteltermini un paio di messaggini anonimi e carichi di dubbio e terrore. Paventano che siano stati eseguiti d’urgenza tamponi a tappeto tra diverse fasce di popolazione, compresi gli ospiti delle strutture per anziani. Voci però che non trovano riscontro ufficiale e che, appuntano, restano solo voci anonime, come tante ne sono circolate sui social, da quando è scoppiata l’emergenza.

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Stando a fonti sanitarie e amministrative non ci sarebbe, ad oggi, il timore di focolai nel centro montano, così come la stessa occorrenza non si temerebbe a Mussomeli.

Abbiamo intervistato un medico dell’ospedale Longo che ha confermato: “Sono stati sottoposti a test sierologico e tampone i pochi pazienti degenti, quattordici in tutto, dei reparti di Lungodegenza, Ortopedia e Medicina Interna. Gli esami ematici sono risultati tutti negativi. Attendiamo l’esito dei tamponi.

Oggi circolava sui social un video di una colonna di auto, tutta gente, che pare attendesse di fare il tampone

Si tratta del personale sanitario dell’ospedale. Era giusta precauzione sottoporre tutti a tampone rinofaringeo, che è stato eseguito nell’area dedicata del nostro nosocomio. Abbiamo mandato i campioni a Gela e attendiamo gli esiti.

L’ospedale è chiuso?

Assolutamente no. Abbiamo chiuso solo il reparto dove era ricoverata la paziente poi deceduta e stiamo provvedendo alla sanificazione. Per il resto l’ospedale è aperto solo per le urgenze.

Rischio di focolaio?

Non abbiamo motivi per pensare a questo. La signora anzitutto è morta verosimilmente con Covid e non per Covid. Non ci sono evenienze che, al momento, ci fanno pensare ad altri casi. A seguito dei decreti vigenti, già da oltre un mese l’ospedale è interdetto ai flussi di pazienti: solo urgenze e controlli indifferibili. Siamo ottimisti e attendiamo l’esito dei tamponi, che dovrebbe arrivare a breve dal centro di verifica di Gela. Se inoltre, come credo e spero, l’infermiere castelterminese ha posto in essere tutte le procedure di tutela indicate, uso di dispositivi di sicurezza allorquando si sia recato ad esempio a fare la spesa e distanziamento sociale, la comunità castelterminese non deve temere. Seppure la contingenza della positività di nipote e nonna lanci un allarme, si tratta comunque di due familiari stretti. Ovviamente non sta a me scendere nel merito dei contatti intercorsi tra la paziente deceduta e il giovane sanitario, così come non possiamo dire con esattezza che le due positività siano collegate. É altamente probabile, ma non possiamo darlo come una certezza assoluta. I casi isolati si sono verificati un po’ dappertutto e il timore si è contenuto nel giro di poco. Vale sempre la regola di rimanere a casa e di evitare contatti con chicchessia fuori dal proprio nucleo familiare. Sopratutto nonni e parenti anziani, i più vulnerabili. Questa è la maniera principale per prevenire il contagio. A casa il virus non viene certo a bussare. Attendiamo i prossimi giorni per capire di più sulla situazione, ma facciamolo con buonsenso e una punta di ottimismo. L’attuale andamento, mi fa pensare concretamente a un fenomeno contenuto.”

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Il giovane infermiere castelterminese, che pare sia tornato in Sicilia dal nord Italia da un mese, in servizio straordinario, con le assunzioni per l’emergenza Covid, è in isolamento domiciliare. Sarebbe già stata ripercorsa la mappa dei contatti del giovane e quindi anche i familiari e i colleghi sarebbe già stati sottoposti al tampone.

Gli esiti dei tamponi eseguiti a pazienti e personale dell’ospedale di Mussomeli si conosceranno nelle prossime ore. Tre dei pazienti ricoverati presenterebbero sintomi febbrili.

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