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Emma, nata nei giorni del Coronavirus

Come è nascere nei giorni del Covid-19. Ce lo racconta il papà di Emma, nata quando in Italia arrivava il Coronavirus

Partorire ai tempi del Coronavirus è un’occorrenza singolare. Le naturali ansie che precedono il parto, in questo momento storico, sono acuite dall’urgenza pandemica: restrizioni negli accessi degli ospedali, protocolli nuovi per le gestanti e i nascituri, timori legati ai contagi. La vita però non si ferma e come, tra queste pagine, scriveva un noto ginecologo palermitano, il coronavirus non può e non potrà fermare i bimbi che devono venire al mondo.

Proprio quando in Italia scoppiava l’emergenza, nasceva Emma, la secondogenita dello stimato collega agrigentino Davide Sardo.

Mamma Deborah Rizzo, papà Davide e il fratellino Manuel hanno accolto la nuova arrivata. Un parto naturale, al San Giovanni di Dio di Agrigento. Mamma e bimba in ottima salute. Adesso la famiglia rispetta alla lettera “l’io resto a casa” per il contenimento del Covid-19.

Abbiamo però raggiunto telefonicamente Davide, che ci ha raccontato l’esperienza della nascita ai tempi dell’emergenza Coronavirus.

Come avete vissuto il momento del parto e della degenza in ospedale?

Sicuramente con preoccupazione, sia nel momento del parto sia in quello della degenza. Per fortuna sono state vietate visite da parte di tutti. Era consentito soltanto il cambio assistente, perché è ovvio che una puerpera necessiti di assitenza fisica e di supporto psicologico da parte di almeno un familiare. Queste misure però sono servite a evitare qualsiasi contatto rischioso con la nostra piccolina.

Si torna a casa e generalmente è un tripudio di visite. Peraltro, qualche settimana fa, non vigevano le regole odierne. Come vi siete comportati?

Abbiamo ovviamente fatto sapere a tutti, parenti e amici, che non era il caso di venirci a trovare. Emma è nata quando ancora non erano in vigore i decreti che prevedono l’isolamento in casa e la limitazione assoluta di frequentazione con gli altri. In Italia e in Sicilia era però già arrivato il Covid-19, quindi c’era timore e voglia di tutelarsi e tutelare. Devo dire però che il buon senso ha avuto la meglio e le persone care non hanno neppure chiesto di venirci a trovare. Arriveranno tempi migliori.

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Raccontaci della vostra routine con un bimbo piccole e le tante restrizioni di questo momento

La nostra routine è cambiata. É sicuramente un po’ più difficile affrontare la giornata con due bimbi piccoli, per di più senza la possibilità di uscire di casa. Diciamo che il tramite con l’esterno sono io: esco solo ed esclusivamente per incombenze relative alla spesa e alla farmacia ed attuo tutte le precauzioni del caso. Una volta rientrato però letteralmente mi disinfetto, così da evitare rischi.

Quali timori avete?

Sicuramente quello che l’effettiva gravità della situazione non venga percepita e che quindi si dovrà allungare ancora di più la situazione di allerta. Ovviamente ci auguriamo che tutto passi in fretta.

Come racconterete a Emma, un giorno, di questo particolare periodo in cui è nata?

Le racconteremo che purtroppo alla sua nascita non è stata festeggiata subito per come meritava, che a causa di una brutta influenza molte persone sono morte e pertanto il mondo è stato segnato da un periodo di quarantena. Dunque lei è stata coccolata tantissimo ma solo dai genitori per prevenire qualsiasi contagio. Nelle difficoltà però abbiamo avuto il privilegio di godere di un periodo familiare intimo, fatto di profumo di colonia e di dolci sorrisi.

Grazie Davide, per questa testimonianza che ci auguriamo possa incoraggiare le donne vicine al parto e le gravide più in generale. La vita è davvero più forte di tutto e quando deve vedere la luce nulla la ferma. A te, Debora, Emma e Manuel auguriamo tutto il bene del mondo. Auguri e ad maiora!

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