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Diete lampo, integratori e risultati miracolosi, perché possono metterci a rischio?

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Alba Calderone, psichiatra ed esperta di tematiche emotive legate al cibo

Remise en forme in tempi da record. Regimi alimentari ultra-proteici, abbattimento dei carboidrati e uso di integratori “ammazzafame”. Sono solo alcuni degli elementi, che contraddistinguono talune diete che vanno tanto di moda, soprattutto sui social. “Programmi” che promettono risultati sorprendenti, suffragati da testimonianze e foto di chi ce l’ha fatta. Il desiderio di dimagrire tanto e in fretta, soprattutto nella bella stagione, è assai comune. A maggior ragione in un periodo in cui si è reduci dal lockdown, che ha causato in molti un aumento di peso. Ecco che arriva la tentazione dei sette kg in sette giorni. Dietro però le diete miracolose possono nascondersi tanti rischi. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Alba Calderone, psichiatra, dirigente medico all’Azienda ospedaliera Universitaria di Pisa e specializzata in Neurobiologia e Clinica dei disturbi affettivi.

Diete lampo, perché possono diventare pericolose?

Innanzitutto bisogna sempre tener presente il vero significato di ‘dieta’, questo termine infatti viene dal greco “διαιτα” e significa ‘Modo di vivere’.  Un cambiamento per  essere efficace deve  essere lento e graduale e trattandosi come dicevo del cambiamento del ‘modo di vivere’ e non solo di un regime alimentare deve guardare alla persona nella sua  interezza e complessità. Una dieta come quella di sette chili in sette giorni e molte altre, che non approfondisce le problematiche della persona fisiche metaboliche ma anche e soprattutto psicologiche può comportare numerosi danni. Danni di tipo clinico, se non state valutate le comorbilità mediche, ma anche danni  di tipo psicologico, se non c’è stato un approfondimento delle possibili problematiche psicologiche alla base della scorretta alimentazione. Problematiche che, nella maggior parte dei casi, hanno origine nell’infanzia, già questo ci fa comprendere l’utopia  del risolverle in sette giorni. La dieta non deve perseguire il solo dimagrimento ma il benessere ‘in toto’ della persona. Una dieta equilibrata non deve essere eccessivamente restrittiva ma deve rappresentare semplicemente un complesso di norme di vita da seguire per mantenersi in buona salute, che include  un’alimentazione equilibrata ma anche l’abitudine ad un esercizio fisico regolare e costante e una buona igiene del sonno. La dieta deve prendere in attenta considerazione le  motivazioni che stanno alla base dell’assunzione di alimenti ma soprattutto deve fornire gli strumenti adeguati per prevenire le ricadute. Una dieta ‘universale’ uguale per tutti, che promette lo stesso calo ponderale per tutti (cosa impossibile se non si considerano le abitudini della persona)  finisce inevitabilmente con il favorire la tendenza a delegare e la passività (spesso alla base dell’aumento di peso) e viene inevitabilmente vista dal paziente come sacrificio e privazione. Un sacrifico che si può fare per periodo di tempo prima di ritornare alle condizioni di partenza.

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Le diete “social” e i rischi

Sui social , soprattutto quando ci si avvicina all’estate, pullulano diete e farmaci ‘miracolosi’. Gli alimenti iperproteici possono portare ad un iniziale rapido calo ponderale, il corpo va in cheto acidosi  con una iniziale sensazione di mancanza di appetito. La perdita del peso tuttavia è  a carico principalmente della massa magra. Il nostro corpo, infatti, in assenza di carboidrati che rappresentano la nostra più semplice e principale fonte di energia, va a smontare le proteine creando dei residui che verranno smaltiti a livello renale determinandone un sovraccarico.  Tuttavia è importante considerare che non tutti i tessuti sono in grado di utilizzare proteine e acidi grassi per ricavare energia ma abbiamo dei tessuti che a scopo energetico possono solo utilizzare il glucosio come il sistema nervoso centrale e i globuli rossi e andrebbero pertanto in carenza di energia. Una dieta di questo tipo porta inoltre anche ad un rallentamento del metabolismo basale che porta ad un recupero veloce quando viene interrotta determinando il fenomeno del ‘weight cycling’. Per quanto riguarda gli integratori ci troviamo davvero di fronte ad una ‘giungla’ di prodotti spesso non certificati. Bisogna considerare che gli integratori non sono sottoposti alle rigide norme di validazione, controllo e immissione sul mercato  dei farmaci propriamente detti.  Quindi si può andare da prodotti del tutto inutili fino a prodotti potenzialmente nocivi che mascherano sostanze  anfetaminosimili, che possono causare gravi danni a livello cardiovascolare ma anche psichico. Ad oggi sono tre, qui in Italia i farmaci con l’indicazione per l’obesità, uno ad azione centrale, uno ad azione periferica  ed un altro che inibisce l’assorbimento dei lipidi, che devono essere prescritti da un medico secondo dei criteri ben precisi.  

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Le conseguenze emotive della rimessa in forma veloce?

A livello emotivo un regime dietetico troppo restrittivo porta inevitabilmente alla cosìddetta ‘Sindrome del semidigiuno. Questa sindrome fu scoperta nel 1950 dall’esperimento di  un medico  americano, il Dr.Keys, che sottopose per sei mesi un gruppo di giovani obiettori di coscienza ad un semidigiuno che determinò una perdita del 25% del peso iniziale. Ebbene molti di questi svilupparono sintomi emotivi di depressione, isolamento sociale, rituali nell’alimentazione, ossessione verso i cibo. Capì che questi sintomi non erano dovuti ad una instabilità emotiva originaria ma erano strettamente secondari alla veloce perdita di peso. La cosa interessante è che qualche anno fa uno studioso ha intervistato gli ormai ultraottantenni obiettori che avevano partecipato all’esperimento che hanno riferito di come l’ossessione del cibo fosse rimasto un ricordo indelebile nelle loro menti. Ricordavano ancora come nel vedere film d’amore notavano solo le scene in cui si mangiava e i vari rituali nel mangiare e nel collezionare libri di ricette che sono perdurati negli anni seguenti.  D’altro canto come dico alle mie pazienti: all’Isola dei famosi dopo circa dieci giorni piangono tutti, beh questa è la sindrome da semidigiuno.  Il semidigiuno può inoltre innescare delle abbuffate quando si ‘abbassala guardia’, causando tristezza e sensi di colpa o addirittura condotte di eliminazione come il vomito autoindotto portando ad un circolo vizioso difficile da controllare.

Quali consigli per intraprendere un percorso di dieta equilibrato?

Il consiglio è quello di affidarsi a specialisti con competenze mediche, nutrizionali, psicologiche /psichiatriche. La persona deve essere valutata sulla base della sua storia e della sua motivazione ma anche sula base delle eventuali comorbidità mediche. La dieta deve essere adattata alle abitudini del paziente, non deve prevedere schemi troppo rigidi , deve essere varia per favorire la variazione della composizione corporea a favore della massa magra ed infine deve avere come obiettivo i mantenimento di un corretto stile di vita nel lungo termine.    

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