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Dal primo aprile finisce l’emergenza, ecco cosa ne pensa l’esperto

Sull’allentamento delle restrizioni Covid il parere del professore Antonio Cascio, primario e infettivologo a Palermo

Possiamo quindi iniziare a stare tranquilli?

Sappiamo con certezza medica che le forme Covid di oggi non sono quelle di due e o di un anno fa. La variante Omicron e la sua sottovariante sono più innocenti. Colpiscono prevalentemente le alte vie aree o l’apparato gastrointestinale (in particolare Omicron 2). Abbiamo un ottimo ventaglio di terapie ed su tutto il vaccino. Ovviamente non possiamo abbassare la guardia, soprattutto nei confronti di fragili e persone anziane. Per loro l’attenzione e il rispetto deve essere massima: vaccinazione, uso dei dpi ed evitare di incontrarli se presentiamo sintomi sospetti.

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È d’accordo circa l’allenamento delle restrizioni a scuola?

Assolutamente si. Bloccare i nuclei familiari in estenuanti quarantene, solo perché vi era stato un contatto in classe, era diventato insostenibile. Occorre però avere senso di responsabilità: vaccinare i propri figli e tenerli a casa di fronte a sintomi influenzali anche blandi, quali la tosse o la rinorrea.

Si allentano anche le maglie dell’obbligo vaccinale, che ne pensa?

Mi sono sempre dichiarato pro obbligo vaccinale, ancor più che pro Greenpass. Ritengo che il vaccino dovrebbe essere d’obbligo per chi lavora a stretto contatto con il pubblico.

A livello di organizzazione ospedaliera, ritiene terminato lo stato di emergenza?

Non lo è nella misura in cui, dovendo ricoverare i positivi al Covid, ma accedenti in ospedale per altre ragioni, in reparti ad hoc, ci sarà sempre una condizione di difficoltà gestionale e di pressione ospedaliera. Quindi occorre molta forza lavoro e sicuramente la volontà di rimodulare i piani ospedalieri, pensando a reparti misti, dove ovviamente siano sempre tutelati anziani e soggetti fragili. Del resto, non mi pare che storicamente vi fossero ospedali o reparti dedicati  alle cure esclusive dell’influenza.

Pasqua serena, potremo fare viaggi e tavolate?

Perché no. Tornare a una socialità normale è un diritto e un piacere, del quale ci siamo a lungo privati. Se siamo vaccinati possiamo stare molto tranquilli. Ricordiamoci però di tutelare fragili e anziani, per loro il livello di guardia deve essere sempre molto alto.

Ecco di fatto cosa cambierà dal 1 aprile

1 APRILE – L’Italia non sarà più in stato di emergenza Covid e di conseguenza decadono il Comitato tecnico scientifico e la struttura del Commissario straordinario Francesco Figliuolo: al loro posto dovrebbe essere creata una unità operativa ad hoc (fino al 31 dicembre) per accompagnare il periodo transitorio e completare la campagna vaccinale. Anche il sistema dei colori viene definitivamente abrogato, ma il monitoraggio proseguirà.
Termina l’obbligo di Super Green pass sui luoghi di lavoro per gli over 50 (la sospensione di coloro che ne saranno sprovvisti non avverrà più, ma resta la multa): a chi ha superato questa soglia d’età sui luoghi di lavoro dovrebbe essere richiesto solo il pass base. Stop al certificato verde sui bus ed in generale sui mezzi di trasporto pubblico locale, dove proseguirà l’obbligo di indossare le mascherine fino al 30 aprile. Non sarà più necessario avere almeno il Green pass base per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio. Anche nei ristoranti all’aperto non sarà più prevista l’esibizione di alcun certificato. Solo per i turisti stranieri cadrà anticipatamente – già da questa data – l’obbligo del pass rafforzato nei ristoranti. Dal primo aprile decade ovunque il limite alle capienze nelle strutture e dunque anche negli stadi – dove per accedervi sarà richiesto il lasciapassare base – sarà possibile occupare il 100% dei posti. Stop anche alle quarantene da contatto con un caso positivo al Covid, anche per i non vaccinati: dovrà restare in autoisolamento solo chi ha contratto il virus mentre chiunque abbia avuto un contatto dovrà applicare il regime dell’ autosorveglianza, indossando la mascherina Ffp2. Non ci sarà più quindi distinzione tra vaccinati e non vaccinati come ora.

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1 MAGGIO – Termina l’obbligo del Green pass quasi ovunque. Fino al 30 aprile per alcune attività come mense, concorsi pubblici e colloqui in carcere, oltre ai trasporti a lunga percorrenza, sarà infatti ancora obbligatorio in versione base. Quello rafforzato resterà in vigore fino al 30 aprile per la ristorazione al chiuso (per i turisti stranieri cade già dal primo aprile), centri benessere, sale gioco, discoteche, congressi ed eventi sportivi al chiuso. Sempre dal primo maggio via l’obbligo delle mascherine in tutti i luoghi al chiuso, anche a scuola.

15 GIUGNO – Decadono tutti gli obblighi vaccinale come per il personale scolastico, militari, agenti di polizia e soccorso pubblico, polizia locale, dipendenti dell’amministrazione penitenziaria e in generale lavoratori all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori, personale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Resterà in vigore oltre questa data soltanto l’obbligo del vaccino per il personale sanitario e Rsa.

30 GIUGNO – Terminano le modalità di smart working nell’ambito privato così come sono al momento concepite. In particolare, fino alla fine del mese ci sarà la possibilità di ricorrere al cosiddetto ‘lavoro agilè nel settore privato senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore. Viene prorogato anche lo svolgimento del lavoro agile per i lavoratori fragili.

31 DICEMBRE – L’obbligo vaccinale resta in vigore fino a fine anno per il personale sanitario e Rsa. Le visite da parte di familiari e visitatori alle persone ricoverate all’interno di ospedali e residenze socio assistenziali saranno consentite solo con il Super Green Pass fino al 31 dicembre.

SCUOLA – Dal primo aprile decade la quarantena da contatto (l’obbligo di isolamento resta solo per i contagiati) e pertanto a scuola la Dad resterebbe solo per coloro che hanno contratto l’infezione. In tutte le scuole (compresi nidi e infanzia) anche con almeno quattro casi di positività tra gli alunni di una classe, l’attività didattica prosegue per tutti in presenza con l’utilizzo di mascherine (alle materne solo i prof). Riparte la possibilità di svolgere gite e manifestazioni sportive.

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