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Covid Sicilia, impennata contagi, infettivologo Cascio: prudenza negli spostamenti

Vacanze nell’Isola e green pass, questi i suggerimenti dell’infettivologo palermitano, quando in Sicilia i contagi raddoppiano in quindici giorni

Se un anno fa l’estate siciliana era praticamente a contagio zero, oggi invece si temono restrizioni imminenti. Raddoppiati in due settimane i contagi. Sono 350 i nuovi positivi registrati ieri nell’Isola, ma il numero potrebbe aumentare per via di alcuni focolai, innescati nella provincia di Palermo, uno dei quali  nella zona di Bolognetta. Si tratta di una trentina di contagiati, riconducibili a una festa di matrimonio (fonte Gds.it).
Timori arrivano anche dai festeggiamenti in grande, ed a contenimento praticamente zero, in occasione della vittoria della nazionale agli europei di calcio e del recente Festino di Santa Rosalia. “Calche fuori controllo, quando ancora, lamenta qualche negoziante dell’isola pedonale del Cassaro, noi esercenti dobbiamo rispettare regole rigide, tra queste gli ingressi contingentati all’interno dei negozi. Se a ciò aggiungiamo il timore della zona gialla, si rischia di andare fuori di testa. Si dovrebbe, invece che chiudere o limitare le attività, essere più rigorosi nei controlli della movida e comunque degli assembramenti, maggiore tracciamento dei viaggiatori e soprattutto buon senso individuale.”

Lo spettro della variante Delta prende piede: è altamente contagiosa e potrebbe bucare l’efficacia vaccinale. Il commissario regionale all’emergenza Covid, Renato Costa, rassicura: “Stiamo tracciando costantemente il virus così da verificare se e dove è arrivata la variante Delta.”

Allerta anche negli ospedali. I numeri sono ancora sotto controllo e non vi è pressione, ma al Cervello è già arrivata l’alert della struttura commissariale regionale: tenersi pronti a riconvertire in 24 ore gli otto posti di terapia intensiva e quelli dei reparti di Nefrologia, Cardiologia e Chirurgia d’urgenza che erano stati ripristinati per i pazienti no Covid.

 

I prossimi giorni potrebbero essere cruciali per comprendere l’andamento della curva dei contagi. Sebbene però i dati siano scoraggianti, l’estate siciliana procede come se nulla fosse: spiagge affollate, locali pieni, feste pubbliche e private con tanti invitati e poco o nulla in termini di distanziamento e uso di dpi.

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Abbiamo chiesto un parere al professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al Policlinico di Palermo.

Professore, la situazione è allarmante?

I dati non sono sicuramente incoraggianti e fotografano un momento di allerta. Il dato incoraggiante, al momento, è quello del numero esiguo di ospedalizzazioni, ma non dobbiamo sicurante cullarci. La curva sta salendo e quel che abbiamo imparato da questa pandemia è che quando la curva sale, poi ci vuole un bel po’ prima che inizi la discesa. Sono per natura una persona che vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, ma in questa circostanza comprendo che si debba da subito essere molto prudenti. Ciononostante reputo poco vantaggiose le restrizioni, quali quelle previste da una eventuale zona gialla. Opportuno sarebbe responsabilizzarsi per evitare chiusure, quindi sí alla prudenza nei comportamenti, sí alle vaccinazioni anche per giovani e perché no anche all’ipotesi green pass, che potrebbe essere un acceleratore nella campagna vaccinale.

La bella stagione faceva sperare in un abbattimento dei contagi, come accaduto un anno fa. Perché non è successo?

Con l’aumento delle temperature i virus tendono a diradarsi: vuoi perché appunto il caldo non li favorisce, vuoi perché si fa vita all’aperto. Di contro però quest’anno abbiamo numeri alti. Perché? Sicuramente il liberi tutti sta facendo la sua parte. Ci sono grandi flussi di gente, di turisti che arrivano da ogni dove, si usa poco e niente la mascherina anche negli ambienti chiusi, il distanziamento non esiste e nei festeggiamenti ci si abbraccia, bacia ed accalca come se nulla fosse. Un anno fa, ricordiamolo, vi era qualche limitazione in più, soprattutto in merito ad assembramenti pubblici. Tutti i comportamenti irresponsabili sono terreno fertile per il virus. Se aggiungiamo che il Covid é circolante a livello planetario, che è più volte mutato, lo scenario di preoccupazione si amplifica. Ahimè il fatto di essere in Sicilia ai fanalini di coda in ambito vaccinale fa ovviamente la sua parte.

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Momento difficile per l’isola, ma si può andare in vacanza?

Sconsiglio fortemente i viaggi all’estero. A meno che non si tratti di motivi improrogabili di lavoro, salute e necessità. Partire oggi in vacanza per un paese straniero è da incoscienti. Mi sento di consigliare ai siciliani vacanze nella nostra isola. È un momento delicato e spostarsi può comportare rischi per la salute, ma anche logistici. Ovviamente l’invito principale è quello alla cautela, al rispetto delle regole. Ribadisco l’invito a vaccinarsi e se non lo si è ancora fatto di evitare di mettere a rischio anziani e soggetti fragili.

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