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Covid, in Sicilia parte la cura con anticorpi monoclonali. Ecco l’esempio dell’ospedale Cervello di Palermo

Il protocollo è partito da un paio di giorni in diversi ospedali dell'Isola, nella struttura palermitana a dirigere lo studio è la dottoressa Tiziana Maniscalchi

Una terapia che riduce del 70% la necessità di ospedalizzazione e la morte per  Covid. É la cura con anticorpi monoclonali, autorizzata in Italia dall’Aifa nel febbraio scorso e di fatto distribuita da qualche giorno in diversi ospedali italiani. Cos’è un anticorpo monoclonale? É una copia realizzata dall’industria della biologia molecolare dell’anticorpo presente nel siero iper-immune del guarito da Covid-19. In altre parole, sono gli anticorpi neutralizzanti, quindi gli IgG, che hanno la capacità di bloccare la replicazione del virus nell’organismo della persona già contagiata. Il via libera dell’Aifa é stato dato ad anticorpi prodotti dalle aziende Regeneron ed Eli Lilly. Ciascuna dose ha il costo di 2000 euro, tanto quanto una giornata di ricovero ospedaliero. La cura potrà essere utilizzata, secondo i criteri di valutazione di efficacia già testato in fase di sperimentazione  del farmaco, solo nei pazienti che sono all’inizio della malattia (entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi), con sintomi non gravi e ad alto rischio per età e patologie. All’ospedale Cervello di Palermo sono già partite le somministrazioni di anticorpi monoclonali. A coordinare lo studio è la dottoressa Tiziana Maniscalchi, direttore facenti funzioni al Pronto soccorso del nosocomio palermitano.

La dottoressa Tiziana Maniscalchi, primario ff Pronto Soccorso ospedale Cervello Palermo

Dottoressa, avete iniziato la nuova terapia anti Covid. Ci Descriva una casistica?

Ieri abbiamo somminsitrato la flebo a un paziente ultracinquantenne, ovviamente Covid positivo con un inizio di polmonite. Il paziente presenta altre patologie, tra cui il diabete, quindi un con potenziale rischio di peggioramento del quadro clinico. Abbiamo praticato la flebo ed osservato il paziente per alcune ore. In realtà i tempi previsti dal protocollo sono in tutto di due ore, una per la preparazione e l’infusione del farmaco, l’altra per l’osservazione. Abbiamo voluto essere scrupolosi ed abbiamo tenuto il paziente per qualche ora in più. Nessun effetto collaterale, anzi abbiamo assistito anche all’entusiasmo del signore che si è sottoposto alla cura. Ovviamente attenderemo per capire se tutto è andato a buon fine. Terremo il paziente in follow up e faremo la valutazione di efficacia tra circa un mese.

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Il paziente dovrà tornare per altri cicli di terapia?

No, la terapia si fa in soluzione unica.

Vi sono controindicazioni o eventuali effetti collaterali?

É una cura ben tollerata e non ha effetti collaterali particolari. É bene specificare che gli anticorpi monoclonali non sono cosa nuova in medicina, difatti sono da tempo utilizzati per la cura delle patologie autoimmuni, tra  queste il lupus eritematoso sistemico e il morbo di Crohn.

Chi può sottoporsi a questa cura?

Anzitutto pazienti che presentano sintomi iniziali non gravi. Pazienti non ospedalizzati, ma fragili, quindi soggetti che potrebbero manifestare una forma seria di malattia da Covid. Nel protocollo sono inseriti i diabetici, i cardiopatici, i nefropatici, le persone con obesità, pazienti immunocompromessi, asmatici gravi, pazienti oncologici. Non vi è una categorizzazione per età, quanto per condizione di salute. Anche la popolazione dei ragazzini, al di sopra dei 12 di anni, può sottoporsi a terapia con anticorpi monoclonali.

Come fare per candidarsi alla cura?

Ai centri che praticano la terapia arrivano le segnalazioni da parte dei medici territoriali e delle Usca. Ovviamente la tempistica di segnalazione e valutazione dei casi è molto celere.

Voi siete a tutti gli effetti un team di studio. Quale l’obiettivo?

Lo scopo dello studio é dimostrare che in una fase iniziale  di malattia da Covid, gli anticorpi possono bloccare il decorso della malattia, e quindi anche le conseguenze più temute: forme gravi di malattia e morte. Dovrebbero inoltre ridursi le ospedalizzazioni. Con questo studio aderiamo alla fase 4 della sperimentazione terapeutica, quindi la farmaco vigilanza con una farmaco già regolarmente sul mercato. Gli studi di fase tre non hanno dimostrato grandi risultati nei pazienti gravi, ma buoni nei pazienti nella fase viremica, quella appunto in cui il virus si replica.

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Cura con anticorpi e vaccino, qualcuno fa confusione, ci aiuta a comprendere meglio?

Gli anticorpi sono cura, il vaccino è prevenzione. Gli anticorpi funzionano come una serratura, fanno sí che la proteina spike del virus non si replichi. Questa terapia non si può paragonare in alcun modo al vaccino, che previene e viene somministrato alle persone sane. Gli anticorpi invece vengono infusi ai soggetti con patologia da Covid. Il vaccino inoltre protegge dalla malattia, non solo dall’infezione.

É fiduciosa?

Assolutamente sì. Vuoi perché, ovviamente, credo nel progresso medico-scientifico, vuoi perché la terapia con anticorpi monoclonali è consolidata da anni.

I centri siciliani, oltre all’ospedale Cervello (reparti di Pronto Soccorso e Nefrologia), che praticano la nuova terapia anti-Covid sono: a Palermo l’ospedale Arnas Civico, nel reparto di Malattie infettive. A Catania: San Marco, Cannizzaro, Santa Marta ad Acireale e Maria Ss. Addolorata a Biancavilla. A Ragusa il Giovanni Paolo II e il Paolo Borsellino di Marsala.

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