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Covid, effetto Pasqua, boom di ricoveri in Sicilia

L’allarme arriva dai sanitari: esauriti i posti al centro Covid di Partinico, sotto pressione il Cervello di Palermo

Si temeva ed è arrivato. È l’effetto Pasqua sull’incremento dei ricoveri Covid in Sicilia. I principali centri dedicati sono sotto forte pressione, lo confermano i dati e le testimonianze scoraggiate di medici e sanitari.
Al centro Covid di Partinico posti esauriti già da un paio di giorni. La struttura, che conta di un centinaio di posti letto, suddivisi su quattro piani, per intensità di cure, è al completo.

”Paghiamo ancora il prezzo di alcuni assembramenti creatisi per delle feste, ovviamente abusive, in occasione della ricorrenza di San Giuseppe e anche i primi risvolti delle reunion di Pasqua.”

A parlare è la dottoressa Francesca Provenzano, internista e da qualche mese in forza al centro Covid partinicese.

”Abbiamo ricoverato pazienti di tutte le età, prosegue la dottoressa Provenzano. Molti malati sono giovani, intorno ai quarant’anni e presentano  quadri di polmonite seri. Tre pazienti sono stati trasferiti all’Ismett e sottoposti alla cosiddetta Ecmo, ossigenazione extracorporea, procedura alla quale si ricorre in situazioni davvero critiche. Il quadro è scoraggiante e l’invito è alla prudenza. La gente probabilmente non ha compreso a pieno la criticità del momento e la gravità di questo virus. Occorre cautela, sennò sarà difficilissimo venirne fuori. Oggi ho fatto un lunghissimo ed estenuante turno in reparto. I sanitari siamo molto provati, ma non ci arrendiamo. Vedere pazienti in condizioni tanto critiche ci addolora e ci fa rabbia al contempo. Ci vuole prudenza, per noi e per gli altri. Una festicciola in famiglia può costare carissima, soprattutto agli anelli più deboli.”

Dati allarmanti anche dall’ospedale Cervello di Palermo, altro punto nevralgico, dedicato alla lotta al Covid. La dottoressa Tiziana Maniscalchi, primario facenti funzioni al Pronto Soccorso, fa il punto della situazione.

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”I dati sono davvero allarmanti, racconta la dottoressa Maniscalchi. Ieri abbiamo avuto ben 55 accessi in Pronto Soccorso. Se pensa che un mesetto e mezzo fa eravamo arrivati a 15 accessi giornalieri, comprende bene quanto la situazione si sia aggravata. Rispetto alla scorsa settimana, abbiamo avuto un incremento di oltre il 30%. Ahimè gli effetti di Pasqua fanno registrare un nuovo incremento di anziani con sintomi gravi, oltre ovviamente ai pazienti più giovani. Abbiamo ricoverato ventenni con polmoniti serie, ieri anche una quarantenne finita in terapia intensiva per via di una polmonite grave, che le ha colpito l’80% dei polmoni. Abbiamo trasferito pazienti all’Ismett, affinché fossero sottoposti all’Ecmo. Cosa dobbiamo fare ancora per spiegare che questo virus rappresenta un pericolo? Riceviamo un’ambulanza ogni sei minuti, cerchiamo di tenere testa all’emergenza, ma non è facile. Abbiamo quasi tutti i posti pieni. Quanto potremo reggere ancora? L’invito è alla prudenza: si devono evitare gli assembramenti di qualsiasi tipo. Nei supermercati, in farmacia ed ancora no alle feste casalinghe, che si possono pagare a prezzo molto alto. La zona rossa ha senso se si riduce di netto la circolazione delle persone. Nella realtà dei fatti, non mi pare sia così.”

Dottoressa, perché i dati siciliani sono in controtendenza rispetto a quelli nazionali?

Da quando è iniziata la pandemia, la Sicilia è arrivata in ritardo, rispetto ai numeri nazionali. Quindi adesso, mentre nel resto d’Italia abbiamo un momento di “plateau”, noi siamo nella fase di salita e non escludo che nei prossimi giorni i dati possano peggiorare.”

Numeri alti anche al Policlinico di Palermo, dove, nel reparto coordinato dal professore Antonio Cascio, infettivologo, sono ottanta i ricoverati per Covid. “I numeri sono aumentati nettamente, rispetto a un mese fa, conferma il professore Cascio. Da una settimana a questa parte abbiamo un’ottantina di ricoverati, che sono davvero tanti per un ospedale che non é centro Covid dedicato. Abbiamo pazienti di tutte le età, con un’incidenza maggiore nella forbice che va dai 40 ai 50 anni. L’invito è alla prudenza, a maggiori controlli laddove il rischio di assembramento è più alto.”

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