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Conoscete il papà sitter?

La figura è assai diffusa e io cercherò di raccontarvela...vizi e virtù compresi

Ci sono delle giornate in cui ti sembra di vivere dentro una tromba d’aria, giri vorticosamente per cercare di incastrare, già dalle prime ore del mattino, sia gli impegni personali che quelli dei tuoi figli. Ed è proprio in giornate simili che la luce alla fine del tunnel ti compare quando un’amica ti propone:” Stasera cinema?”. Due parole che riescono a trasformare la tromba d’aria in una brezza primaverile!
Prepari la cena ai tuoi figli fischiettando come Biancaneve, li metti a tavola prima del solito e annunci loro, con lo sguardo trasognato di Cenerentola, che alla mamma tocca “l’ora d’aria”. Ed ecco che la tua primogenita, con un futuro assicurato nell’esercito, esclama:

“Mamma, ma esci sempreeeeeee!”

Basita, cerchi di non trasformarti nella Matrigna e le ricordi che l’ultima serata con le amiche risale alla stagione precedente, che mentre tu sarai al cinema loro non si accorgeranno di nulla perché staranno già dormendo e, soprattutto, che non resteranno soli, ma ci sarà il loro PAPA’.

Ora, ammettiamolo, tutti noi in casa abbiamo un quaderno in cui non solo annotiamo le uscite economiche, ma anche la frequenza delle uscite in solitaria: in genere, ad ogni uscita settimanale del papà con gli amici, corrisponde un’uscita mensile della mamma con le amiche. Ciò avviene non perché noi mamme abbiamo il divieto di uscire, ma perché spesso e volentieri ci sentiamo così indispensabili nell’organizzazione diurna e notturna tanto da non riuscire a conciliare, anche con le amiche (mamme pure loro!!), un’uscita serale se prima non si scambiano 725 whatsapp! Ed è per una sorta di rivalsa che ormai non cedo più alle tattiche psicologiche di mia figlia e, non appena papà-sitter gira la chiave nella toppa di casa, io prendo la pochette (perché se esci da sola con le amiche non è necessaria la borsa del cambio!) e corro via.

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Sono sincera, le prime volte che mi “concedevo” queste uscite

Quando i bambini erano veramente piccoli, non vivevo le serate serenamente: mi assicuravo che i bambini fossero già mangiati/lavati/pigiamati; che il cellulare fosse a portata di mano se non, addirittura, in mano; che mio marito mi aggiornasse sulla messa a letto e solo dopo aver ricevuto il messaggio “DORMONO”, solo allora iniziavo a godermi la serata.
Per fortuna, ben presto, ho capito che questa mania di controllo è assolutamente inutile, perché i tuoi figli dormiranno sonni sereni anche con il loro PAPA’. Sì, proprio quel papà che al maschietto metterà il pigiama di Frozen e alla femminuccia quello di Hulk; che dimenticherà di alzare la sponda del lettino del piccolo; che per conciliare il loro sonno avrà raccontato la fiaba di “Hansel e Gretel” con tutti quei particolari macabri che tu ogni volta hai scrupolosamente evitato.

Avete presente la famiglia di Peppa Pig

 In cui il padre viene relegato a figura marginale e, addirittura, ridicola rispetto alla madre saccente? Bene, io trovo quel cartone animato forse più irritante dei Teletubbies! E’ vero, di solito, quantitativamente parlando, noi mamme trascorriamo più tempo con i bambini rispetto ai papà e, forse per questo, ci arroghiamo anche il diritto di imporre la nostra visione della giornata “tipo”, scandita da orari e movimenti definiti.
Insomma, un triangolo dagli angoli perfetti. Ma, per fortuna, a un certo punto entra in gioco lui, il papà dei nostri figli, che smussa gli angoli di quel triangolo che diventa così una figura imperfetta, anche buffa.
Perché il papà, per un figlio, è quasi una figura mitologica, che fa il lavoro più avventuroso del mondo, che ha un senso del tempo e dello spazio meno rigoroso di quello della mamma, che riesce a trovare i giochi più impensabili mettendo a soqquadro la casa e lasciando intatta la cameretta, che li fa volare più in alto di un astronauta e che li prende al volo come un equilibrista.
Lasciamo che sia così, che i nostri figli vivano questi “momenti imperfetti”, e godiamoci la nostra assenza!

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