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Come proteggere gli occhi in inverno

Intervista al Dr. Vincenzo Ciccarelli

Gli occhi sono un organo estremante delicato e, come tale, nella rigida stagione invernale, necessita di un’adeguata protezione. Tra basse temperature, vento e variazioni termiche, i nostri occhi reagiscono a tale stress con irritazione, lacrimazione eccessiva e congiuntiviti. Eccovi allora i preziosi consigli del Dr Vincenzo Ciccarelli, oftalmologo, che ci spiega cosa accade ai nostri occhi durante l’inverno e come proteggere voi e vostri bambini.

Quando il freddo ti fa piangere

L’occhio per difendersi dall’aria particolarmente fredda tende a produrre una maggior quantità di liquido lacrimale poiché, in questo modo, è in grado di proteggere il bulbo oculare formando una pellicola protettiva. Anche il vento è un  fattore di disturbo per gli occhi: la presenza di micro polveri determina una reazione nell’occhio che si traduce con l’aumento di lacrimazione. Questa reazione dell’organismo  – sottolinea l’oftalmologo – va però interpretata non come patologica ma reattiva all’espulsione di eventuali piccoli corpi estranei che possono esser entrati nell’occhio. In questi casi una protezione fisica, come un paio di occhiali, è utile.

L’emorragia sottocongiuntivale

Le basse temperature determinano una vasocostrizione e un irrigidimento delle pareti dei capillari, che nell’occhio sono anche molto sottili. Questa condizione, in soggetti particolarmente predisposti, può determinare una emorragia sottocongiuntivale: il capillare, irrigidendosi a causa del freddo, si rompe. L’evento può apparire devastante, ma – rassicura il dr Ciccarelli – di fatto non è nulla di serio ed entro pochi giorni si ottiene il riassorbimento dell’emorragia e la guarigione.

Le cause alla base di questo fenomeno possono essere diverse: la fragilità capillare, l’uso di alcuni farmaci come l’aspirina o sforzi improvvisi e violenti, come tosse e starnuti. Anche le variazioni termiche particolarmente brusche possono scatenare l’emorragia, in quanto la rapida vasocostrizione dovuta al freddo può determinare una lesione della parete vascolare. Solo in alcuni casi la situazione può peggiorare in seguito al formarsi di un ematoma che viene riassorbito solo dopo un po’ di tempo, talvolta con l’aiuto di colliri a base di eparina.

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E tu che congiuntivite hai?

Il freddo può favorire la congiuntivite, ma questa nella maggior parte dei casi non è da considerarsi una forma primaria ma bensì secondaria ad infezioni delle vie aeree superiori (laringiti, faringiti, riniti), che possono determinarla per continuità: l’occhio è in comunicazione con il naso attraverso il dotto lacrimale, dunque una infezione del naso può, per via ascendente, interessare anche gli occhi.

Le congiuntivite di tipo batterico – chiarisce – si distingue per la presenza di una secrezione giallastra molto evidente e si cura con gli antibiotici per uso locale, ovvero i colliri,.

Per quanto riguarda le forme reattive o allergiche, la congiuntivite si cura con i colliri a base di cortisone locale e si distinguono da quelle batteriche poiché la secrezione è trasparente e, nelle forme allergiche, si ha quel tipico prurito che porta l’adulto, ma soprattutto il bambino, strofinarsi gli occhi.

Anche in montagna attenzione ai raggi UV

L’esposizione alla luce solare è fastidiosa per l’adulto ma ancor più per un bambino piccolo,  dato che la crescita dell’occhio non è completa. Quando si va in montagna, così come al mare – raccomanda il dr Ciccarelli – bisogna utilizzare lenti anti UV, perché questi sono addirittura maggiormente presenti. E avere allo stesso modo cura di proteggere gli occhi del proprio bambino.

Se porti occhiali o lenti a contatto

Il passaggio da un ambiente freddo a uno molto più caldo può determinare un fenomeno di condensa sulla superficie delle lenti degli occhiali. Ciò si verifica anche nella pratica di alcuni sport, come per esempio lo sci, dove la temperatura corporea è molto maggiore di quella atmosferica. Per contrastare l’appannamento che può risultare fastidioso in alcuni momenti, si possono comprare prodotti specifici con cui trattare lenti e montature

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Le lenti a contatto, applicate per correggere vizi di refrazione come miopia, astigmatismo, o ipermetropia, sono un corpo estraneo dentro l’occhio per cui bisogna adottare tutti gli accorgimenti di pulizia nel corso del loro uso, sono sconsigliate in linea di massima nei soggetti che soffrono di congiuntivite allergica, non bisogna farne abuso, osservare tutti i consigli dell’ottico nell’uso dei prodotti di sterilizzazione e bisogna limitare il loro utilizzo alle ore di effettiva necessità. Il consiglio è quello di fare delle soste, ove possibile, perché il loro uso indiscriminato alla lunga può portare a una intolleranza, a congiuntiviti reattive di difficile gestione sino ad ascessi corneali e alla cosiddetta cheratite  puntata, evento che, seppur curabile, risulta devastante per un occhio

In inverno – conclude – sarebbe meglio proteggersi nelle giornate ventose con occhiali protettivi; l’uso di lenti a contatto – rassicura – non è controindicato in montagna, purché vi sia una opportuna protezione di occhiali scuri.

Abbiamo intervistato il Dr. Vincenzo Ciccarelli, laureato e specializzato presso l’università degli studi di Palermo e Dirigente medico oculista presso l’ASP di Palermo in servizio dal 1993.

Si occupa di attività di prevenzione a livello territoriale.

Ha effettuato numerosi corsi di perfezionamento specifici per le varie branche dell’oftalmologia.

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