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Come palparsi il seno per salvarsi la vita (con video)

Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Controlli semplici e non invasivi possono salvare la vita. Ecco il vademecum della Lilt

In Italia una donna su 8 si ammala di tumore al seno. La statistica arriva dalla Lilt, Lega italiana lotta al tumori che ha, da anni, eletto ottobre quale mese della prevenzione. Non a caso, nei centri Lilt di tutta Italia, per tutto il mese è possibile prenotare una visita senologica gratuita e programmare uno screening.

Se è vero che le neoplasie al seno sono le più diffuse tra le donne, è anche reale il fatto  che a un tumore, diagnosticato in forma precoce, vi sono oltre il 95% di possibilità di sopravvivenza.

Come fare prevenzione al seno

La parola prevenzione, come fanno sapere dalla Lilt, non deve nè far paura né far immaginare qualcosa di complesso da rimandare e rimandare ancora.

Una donna deve imparare a conoscere il proprio seno già da ragazzina. Intorno ai 20 anni si può iniziare con l’autopalpazione (vedi video alla fine dell’articolo). Un’operazione semplice, che va fatta dopo circa una settimana dalla fine della mestruazione (in quel momento il seno è più morbido) ed è utile per l’individuazione di noduli o ispessimenti. L’autopalpazione, senza patemi e paranoie, andrebbe fatta ogni mese. L’ideale è eseguirla sotto la doccia, poichè l’acqua favorisce l’esplorazione manuale del seno e l’individuazione di eventuali anomalie.

Screening seno strumentali

I controlli veri e propri, affidati a mani di esperti, possono essere fatti intorno ai 30 anni di età. Attenzione: non è mai troppo presto per far eseguire la palpazione del seno al ginecologo. Per quanto riguarda invece l’esame ecografico, salvo indicazioni particolari (familiarità, conclamate mutazioni genetiche, palpazione di noduli o modifiche nella morfologia del seno), si dovrebbe ricorrervi per la prima volta dopo i 30 anni. Da quel momento sarà il senologo a indicare la frequenza degli screening, che sarà annuale o ogni due anni.

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La mammografia è un esame di secondo livello e si inizia a sottoporvisi dopo i 40/42 anni. È un test radiografico della durata di circa 20 minuti ed è uno dei più dirimenti nella diagnosi di un nodulo maligno.

Sintomi a cui stare attente

Il seno può lanciarci dei segnali a cui dobbiamo stare attente:

1) Palpazione di noduli (spesso sono benigni, può trattarsi di cisti o nelle più giovani di adenomi. Qualsiasi nodulo va però approfondito).

2) Variazioni nella morfologia del seno. Ad es: seno rosso e caldo, pelle a buccia di arancia o particolarmente raggrinzita.

3) Modifiche delle dimensioni del seno. Se uno dei due seni gonfia troppa (e non siete in gravidanza o in premestruo) o al contrario si scava, è il caso di rivolgersi al medico.

4) Perdite dai capezzoli. Alcune possono essere fisiologiche, ma vanno sempre sottoposte al parere del medico.

5) Capezzolo ed aerola sono indicativi della salute del seno. Occhio a un capezzolo retratto, sanguinante, con presenza di eczema.

Come puntualizzano dalla Lilt, la prevenzione va fatta con scrupolo e serenità, consapevoli che la percentuale di donne che superano definitivamente un tumore mammario è ogni anno sempre più incoraggiante (95% per i tumori diagnosticati allo stadio 0, 85% allo stadio 1, 75% allo stadio 2).

Di seguito il video che illustrerà come eseguire una corretta autopalpazione del seno

https://m.youtube.com/watch?v=7h8oVslJFWw

 

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