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Come gestire a casa un bimbo con il Covid

L'intervista al professore Giuseppe Iacono, pediatra e già primario al Di Cristina di Palermo

La quarta fase pandemica e la variante Omicron hanno decretato una diffusione del virus anche nella popolazione pediatrica. Tantissimi i bimbi contagiati e di tutte le età. Nei piccoli il virus non ha, solitamente, un decorso grave, ma, come avvertono i medici, la guardia non va mai abbassata. Abbiamo intervistato il professore Giuseppe Iacono, pediatra, gastroenterologo e già primario al Di Cristina di Palermo.

Il professore Giuseppe Iacono, gastroenterologo pediatra

Covid nei bambini, professore come comportarsi una volta accertata la positività?

Verificata la positività dei nostri piccoli, occorre ovviamente avvisare subito il pediatra di libera scelta o comunque il medico di riferimento ed evitare tassativamente di correre in ospedale o negli studi medici sol perché il tampone ha dato esito positivo. Nella maggior parte dei casi, i piccoli con Covid possono essere gestiti a casa con terapia sintomatica, che andrà indicata dal pediatra. No alle cure fai da te. Non si devono assolutamente somministrare di propria iniziativa né antibiotici, né cortisonici, che, senza lo stretto controllo medico, potrebbero addirittura avere effetti negativi sul bambino. Tantissimi sono i casi di bimbi asintomatici o pauci-sintomatici. La cosa più importante per i genitori è mantenere la calma.

Quando andare in Pronto soccorso?

Nei piccolissimi, soprattutto nei lattantini, occhio alla febbre, che non va mai presa sottogamba e deve essere sottoposta a parere medico diretto. É necessario andare in Ps in caso di convulsioni febbrili, di difficoltà respiratorie, di diarrea e vomito che non si risolvono nel giro di 24 ore (il rischio è quello di disidratazione del piccolo e quindi è bene affidarlo a cure mediche ospedaliere. Occhio inoltre se il bimbo non beve e non fa pipì, occorrenze queste che vanno sottoposte al parere diretto del medico). Sì al Pronto soccorso se il bambino ha febbre che non risponde alla terapia antipiretica, è apatico, non mangia e non gioca per oltre 24 ore.

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Il Covid sembrerebbe clemente con i bimbi, ma è bene non abbassare la guardia, perché?

Nessun virus andrebbe preso sottogamba, poiché può avere sì un decorso lineare, così come può andare incontro a complicanze. Il Covid, a maggior ragione, va attenzionato, poiché si tratta di un virus nuovo, che ha ancora ampi margini di imprevedibilità. Ahimè, le cronache hanno raccontato di due decessi pediatrici in Italia in tempi ravvicinati: un bimbo di dieci anni, pare vittima della complicanza di una miocardite (conseguenza pediatrica, estrema e rara, non solo del Covid, ma anche di tanti altri comuni processi virali) e di una piccina di due, che, a sentire i media, non ha superato una grave forma di polmonite interstiziale. Questi due casi, seppure isolati sono non solo drammatici, ma devono fare riflettere.Occorre anche fare attenzione al cosiddetto long Covid pediatrico, una serie di sintomatologie che si verificano anche dopo che il bambino ha superato l’infezione. Sono state osservate, quali longo Covid, le cosiddette mis-c, sindromi infiammatorie multi-sistemiche, ma anche problematiche in ambito neurologico, metabolico, endocrino. Occorre quindi fare molta attenzione ed avvalersi, senza timore, dell’arma vaccinale, che ci auguriamo possa essere presto estesa anche ai piccolissimi.

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