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Ciao Marianna, che parti di maggio…

La storia di Marianna Bonomo ha commosso la Sicilia, che oggi la piange

Cara Marianna,

Sei partita a pochi giorni dalla festa della mamma, tu che per noi mamme sei diventata un esempio. Ti conoscevamo in tantissime, soprattutto nei “club” di mamme palermitane. Sapevamo della tua malattia, di cui avevi parlato con coraggio e delle quale continuavi ad aggiornarci con dignità, forza,    con sincera paura, ma non negando mai quel sorriso da persona buona, da donna che crede che in fondo al tunnel ci può essere la luce.
Nei social hai permesso a tante altre persone di fare parte della tua vita, provando a renderle migliori. Perché, tra le pagine del tuo diario virtuale, c’era la battaglia, la speranza, la richiesta d’aiuto, la fede e la fiducia. Nel cuore di ogni tuo discorso c’erano tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi fratelli e soprattutto i tuoi bambini. Una famiglia che fa battere il cuore per quanto è unita. C’é un video, che hai voluto condividere quando sei tornata da quel lungo viaggio di speranza negli States, che è bello più degli altri. Ci hai regalato la sorpresa che hai fatto ai tuoi bimbi, così piccini, così innamorati follemente di te, come lo sono tutti i bimbi della loro mamma. Non ti abbracciavano da 110 infiniti giorni. Sono ignari, aprono la porta e trovano te. Ti si lanciano addosso e non vi mollate più. Vi date una raffica di abbracci, di quelli che non fanno passare nulla in mezzo. Gli abbracci tra mamma e figlio sono il capolavoro, l’esatto senso della capacità di amare. A un certo punto indugi su un dettaglio, tiri giù la maglietta del tuo bimbo più grande, che nell’entusiasmo di stringerti era rimasto con la schiena scoperta. Compi un gesto da mamma, una cosa piccina, che tutte le mamme facciamo istintivamente con i nostri cuccioli d’uomo. La maglietta va su e noi, leste leste, la rimettiamo al suo posto. Una dichiarazione d’amore spontanea, che vale più di mille azioni grandi. Coprire il proprio bambino, perché non prenda freddo. Non so perché, Marianna, ma tra le tante immagini che in questi mesi ci hai donato, questa é quella che tengo più nel cuore. Perché una mamma è tante cose, ma é anche quella mano innamorata che tira giù la maglietta perché tu, figlio prezioso, non prenda freddo. Ti piangiamo, noi mamme, e oggi ci sentiamo un po’ orfane. Sono pronta a giurare che tutte, all’unisono, vorremmo dare una carezza ai tuoi bimbi, stringerli forti, tirare giù le loro magliette e promettere loro che la mamma ci sarà sempre. In quante, stasera, abbiamo stretto più forte i nostri bimbi e ci siamo sentite fortunate? Ed ancora, quante, stasera, avranno messo da parte pensieri senza consistenza: la dieta, la casa da pulire, i capricci insopportabili dei bimbi, la litigata con il proprio marito e lo avranno fatto pensando a te e comprendendo che la vita è troppo preziosa per perdersi in chiacchiere. Domani, forse, tutto tornerà come prima. Torneremo a dare per scontato il privilegio della vita, ci arrabbieremo per nulla, penseremo a quel che manca, senza fare caso a quel che c’è. Ma stasera, Marianna, ci sei solo tu: gli occhi bellissimi, sinceri, i sorrisi, la speranza di farcela alla quale ti sei aggrappata con tutta la forza dell‘umanità. Speravamo tutte nel lieto fine, ma così non è stato. Perché, in momenti come questi, c’è solo dolore ed é lontanissima la consolazione che chi muore resta nel cuore degli altri. Sarà sicuramente così, ma intanto stasera le lacrime non bastano. “La mamma é l’arma”, recita un vecchio detto ed “arma” significa vuoi anima, vuoi arma, che difende da tutto e da tutti. Che ti protegge, che ti scalda, che ti tira giù la maglietta per non farti prendere freddo. E tu Marianna, hai scaldato tanti cuori, che non ti dimenticheranno.

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