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Ciao Fabrizio

"Parte" il volto amico della tv

Volevamo dedicare un paio di righe a una persona di famiglia. Perché Fabrizio Frizzi era questo. I personaggi televisivi ci tengono compagnia, ci intrattengono mentre la nostra vita scorre lungo i suoi binari.

Frizzi però non era un semplice intrattenitore

un complemento al nostro “fare tutt’altro, guardando distrattamente la tv”. Fabrizio era uno di noi, in mezzo a noi. Nel preserale, lo facevamo entrare a braccia aperte a casa nostra. Lui e il suo sorriso aperto, di occhi, bocca, pancia, cuore. Fabrizio dalle maniere concilianti, con quella timbrica rasserenante ed il sorriso “ragazzino” perennemente in canna. Con lui davamo spazio a una piccola alienazione quotidiana. Perché cosa rasserena di più di una persona semplice, sorridente, spontanea, che parla con garbo, che non prevarica? Frizzi, stringi stringi, era questo. L’amicone da cui non ti aspetti il passo falso, la persona che, ci giureresti, mette acqua sul fuoco, il tizio cortese che aiuta la vecchietta ad attraversare la strada. Oggi ci hanno colpito le parole dello psichiatra Raffaele Morelli che diceva: Frizzi è amato perché era un uomo semplice. Ed essere persone semplici è difficilissimo. Voglio ricordarlo in una breve istantanea. In Rai, era giudice nel programma Ti lascio una canzone, condotto dalla Clerici. Poco prima dell’inizio della diretta, gli si avvicinarono due anziane signore, una aiutata da un bastone. Avrebbero visto la trasmissione sedute tra il pubblico. Gli regalarono lodi, abbracci, ringraziamenti ed ancora abbracci. Lui accolse tutto con il cuore in mano, senza fretta, dando valore a chi gli stava dando porzioni di sincera stima e restituendo dolcezza, pazienza e sguardi teneri. Non è facile in quel “mondo lì”, saturo di frasi di circostanza, di tanti abbracci e poco calore, di sorrisi a telecamere accese e ruvidità a riflettori spenti, trovare un uomo come Fabrizio Frizzi. Per questo oggi siamo tristi. Per questo ci manca già. Perché le persone sincere le riconosci e non hanno bisogno di convenevoli. Sono semplici…e la semplicità è una dote difficile. Ciao Fabrizio!

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