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Caro Ministro, i miei figli? Prendeteli pure

Lettera semiseria sul terrore da prelievo coatto dei bimbi sintomatici e su altre storie di scuola e Covid

Egregi Dirigenti scolastici di ogni ordine e grado, Ministro dell’Istruzione, Corpo dei Marines, Forze Speciali, Aziende Sanitarie Regionali e anche Sua Santità,
mi ritrovo qui a sottoscrivere la Presente per autorizzare tutti voi organi competenti a prelevare i miei due figli a partire dal 14 settembre e restituirmeli, possibilmente, la prima metà di giugno.
Sono bravi ragazzi, pronti a tutto ciò che serve durante una normale pandemia.
Eclettici e flessibili.
Negli ultimi mesi sono stati istruiti all’uso e abuso di dispositivi elettronici per eventuali didattiche a distanza, ma anche all’uso e abuso di dispositivi cartacei quali libri, quaderni, album da disegno. Li sanno aprire, sfogliare, riempire e chiudere, in caso dovessero godere della didattica in presenza.
Sanno pigiare il pulsante Avvia Stampa, Copia e Incolla sul Desktop, Conferma e Invio.
Sanno fare foto ad altissima definizione dei compiti svolti e inviarli senza alcun ritocco e/o filtro.
Sanno anche andare su monopattini, bici e pattini. A rotelle però, non in linea, proprio per render loro più immediato l’uso del banco con le rotelle.
Ah, hanno imparato a frenare esattamente venti secondi prima di rotolare giù da una rampa di scale.
Hanno un tempismo perfetto!
Vogliamo parlare dell’uso della mascherina e del gel? Vi stupirà la loro praticità.
Hanno mascherine adatte ad ogni outfit, soprattutto la mia primogenita che, a partire da quest’anno, non indosserà più il grembiule.
Non sia mai che una preadolescente si presenti in un luogo pubblico senza il “ton sur ton”.
Il piccolo, poi, ci regala soddisfazioni e ha finalmente compreso che la mascherina non è dei PJ Mask e che deve coprire la parte inferiore del viso.
Come lavano loro le mani, nessun altro, credetemi. Sembrano i figli putativi di Barbara D’Urso.
Non escono senza gel, anzi, a dirla tutta, le loro borracce rigorosamente plastic free hanno il disinfettante dentro, non l’acqua.
Quella possono trovarla dovunque. Il gel potrebbe diventare presto merce rara.
Sanno stare chiusi in casa senza balconi da arredare con bandiere, senza cani da portar fuori a defecare, non sanno ancora cosa sia un hashtag virale e non amano particolarmente gli arcobaleni. Quindi risparmiereste in cancelleria.
A tal proposito, posso assicurarvi che hanno sviluppato l’arte del riciclo in modo così accurato che riescono a costruire la Muraglia Cinese intrecciando i loro stessi capelli.
Ogni tanto litigano, sempre alla stessa ora. Intorno alle 18:30 giusto perché, dopo nove ore insieme, provano ad interagire senza distanziamento.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, sanno calcolare il metro di distanza meglio dell’avvoltoio di Rueppell (saranno i geni di famiglia dato che la loro mamma, ovvero la sottoscritta, fa Ruoppolo di cognome!).
Insomma, prendeteveli pure. E se due vi sembrano troppi, Vi autorizzo a prendere me che dopo sei mesi insieme a loro avrei necessità di una vacanza, ovunque essa sia, anche in una stanza bunker d’isolamento Covid che più isolata di così forse manco Sandra Bullock in Gravity.
Con assoluta stima e infinita Speranza (ode a te, o ministro!),
Laura Ruoppolo.

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