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Caro amico, ehm 2020 ti scrivo

Lettera cuore a cuore all’anno che se ne va

Egregio 2020,
Certo che se qualcuno nutriva dubbi sul detto “anno bisesto, anno funesto” relegandolo alla retorica lesta delle frasi fatte, beh egregissimo 2020, sei riuscito a far ricredere chiunque si sia crogiolato nello scetticismo di una rima facile.
Vogliamo fare un breve excursus? Personalmente la mia prima foto del 2020 mi ritrae a casa degli amici di sempre a festeggiare il nuovo anno con una bottiglia di Ballantine’s in mano e Fausto Leali in diretta Tv alla mie spalle.
Che, a pensarci bene, già in quella immagine qualcosa di funesto c’era. E non mi riferisco al Ballantine’s.
Baci, abbracci, qualche botto Italian style nel cortile di casa, cotechino e lenticchie, sinonimo di buon augurio e prosperità per l’anno appena entrato. I soliti creduloni noi del Pianeta Terra.
E tu, carissimo e stimatissimo 2020, anche detto Venti Venti per la ventata di novità che presto ci avresti regalato, ti sei presto disvelato. La befana aveva appena distribuito la sua dose di carbone e dolciumi che, l’8 gennaio, l’Iran pensa bene di lanciare dei missili contro le basi militari USA in Iraq. Embè? Da quelle parti in Oriente discutono così! Però vuoi mettere che da queste parti in Occidente, intanto, avevamo il biondo più affidabile della storia a reggere gli equilibri internazionali?
Superata, di sbieco, la crisi tra Oriente e Occidente, a fine gennaio, abbiamo finalmente scoperto un’alternativa a Washington nella sezione “città con la W” del gioco Nomi-Cose-Città che tante generazioni ha visto crescere.

Il mondo che scopre Wuhan

L’alternativa di cui parlo è: Wuhan. Il 23 gennaio, infatti, il governo cinese annuncia che la città in questione sarà messa in quarantena a causa di un nuovo ceppo di Coronavirus. Vabbè dai, Wuhan sta in Cina, perché preoccuparsi, la Cina è lontana. Sì, nel Medioevo, quando gli unici a volare erano uccelli e rapaci.
E tu, imprevedibilissimo 2020, sintonizzi noi dello stivale sul Festival di Sanremo che, devo ammettere, quest’anno ha rapito anche me. Oltre a Bugo!
Il tempo di lanciare qualche coriandolo nelle strade fredde delle città, che la Cina appare sempre più vicina. D’altronde nel 2020 gli aerei volano e il Virus prenota un posto in prima classe.
L’11 marzo, l’OMS dichiara che il nuovo virus in realtà causa una malattia, che si chiama Covid-19 e che si tratta di una pandemia. Da quel momento l’OMS avvia le pratiche all’anagrafe per modificare il proprio nome in “Ohmmmm”, invocando tutte le mosse relax dello yoga.
L’Italia è il primo paese europeo a chiudere tutto e ad aprire i balconi, a cantare meglio di Bugo, a disegnare arcobaleni e ad ammirare il cielo azzurro della primavera, a silenziare le macchine e ad accorgersi dei suoni della natura, a scaricare Skype, Meet, Zoom, House Party (Immuni no però, troppo triste!), a riscrivere l’epica sostituendo gli eroi tradizionali con infermieri e medici, ad ascoltare i virologi come l’oracolo di Delfi, ad introdurre nuove parole nel dizionario orale (assembramento, contingentare, lockdown, quarantena, DAD, DPCM, autocertificazione, sanificazione), a ricercare i pezzi più in voga della collezione primaverile – mascherine, guanti in lattice, gel- con la stessa foga con cui si faceva la fila da H&M per l’ultimo abito targato CippaLippa.

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Le prime boccate d’aria del 2020

Tutto questo fino a Maggio, quando tu, furbissimo 2020, ci hai concesso le prime boccate d’aria, mentre la Nasa fotografava il primo buco nero e SpaceX lanciava la prima navicella privata nello spazio. Portiamoci avanti, meglio cercare qualche approdo nell’Universo sconosciuto. A sto punto, anche un buco nero va bene!
Quindi l’estate 2020: la Grecia che non vuole turisti italiani, il Molise che esiste ed è COVID-free, il Billionaire, la Sardegna che è distante, ma nelle sue discoteche non c’è distanziamento, Briatore e la prostatite, la signora di Mondello, ci ricongiungono con te, birichino 2020, anche se il caldo estivo non ha risparmiato terremoti (Messico), inondazioni (India), esplosioni (Beirut). L’importante però è che “non ce n’è Coviddi”, pertanto è necessario ripartire dalla scuola con una grande rivoluzione che permetterà agli alunni di recuperare il tempo perduto: i banchi a rotelle e le aule Covid!

Autunno 2020

Novità che ci hanno traghettato in un Autunno dai colori tipici, giallo, rosso e arancione, che mai come quest’anno hanno allietato le nostre fantasie cromatiche e le nostre zone d’appartenenza. Che, in confronto, la B-Zona di Oronzo Canà è preistoria.
Intanto però, dalla Gran Bretagna arrivano le prime notizie positive. No, non mi riferisco ad un nuovo taglio di capelli di Boris Johnson che gli tolga il fascino da “Pulcino Pio”. Il 9 dicembre, infatti, la Pfizer-Bion Tech somministra le prime dosi del vaccino a due novantenni, la signora Margaret Keenan e – tieniti forte caro 2020- il signor William Shakespeare. Ora, come fai a non sperare in un finale degno di essere rappresentato nei migliori teatri!
Nell’attesa di un vaccino che ci faccia respirare senza mascherine, ci hai fatto vivere un Natale unico, piccolo, semplice, fatto di tamponi, di tavolate di parenti selezionatissimi, di nuove autocertificazioni e di mini lockdown che, in confronto, le toppe del vestito della Befana sono alta moda. Ancora qualche scossetta di terremoto qua e là e, a due giorni dal tuo pensionamento, tocca fare la chiusura dei conti per assicurarti una buonuscita decorosa. Bisogna ammettere che ti sei impegnato per bene, facendoci pagare il prezzo della libertà, della progettualità che non supera le 24h, degli abbracci e, soprattutto, delle vite umane. Al solito, porti via con te personalità che hanno arricchito le nostre vite e il nostro immaginario: Kobe Bryant, Kirk Douglas, Lucia Bosè, Luis Sepùlveda, Ezio Bosso, Christo, Ennio Morricone, Franca Valeri, Philippe Daverio, Quino, Kenzo, Eddie Van Halen, Sean Connery, Gigi Proietti, Maradona, Paolo Rossi, Kim Ki-duk, John le Carré (solo per citarne alcuni).
Torniamo però al virus in questione: 1,75 milioni di decessi causati dal Covid nel mondo, di cui 73.029 solo in Italia, sono il conto salatissimo non solo della tua mente sadica, caro 2020, ma anche e soprattutto della nostra scelleratezza, del nostro sfruttamento egoistico del pianeta Terra, del nostro sistema sanitario che non ha assicurato il bene più prezioso, la cura della vita umana. E a pagarne il prezzo più alto sono stati gli anziani che hanno fatto le guerre (letteralmente!) per assicurarci le libertà di cui abbiamo goduto e abusato tutti quanti e che il nostro sistema raffazzonato non ha protetto. Così come un nostro avo illustre e leggendario, Enea, aveva fatto con il padre Anchise salvandolo dall’incendio di Troia, portandolo sulle spalle. Perché  non si può progettare un futuro luminoso senza il faro del nostro passato, della storia che ci faccia da luce nel buio del tunnel degli errori.
La lezione, mio sadico 2020, l’abbiamo capita. O almeno spero.
Adesso lasciaci in pace e fai entrare un 2021 che sia il più noioso possibile. Semplicemente questo.

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