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Cari bambini (e non solo), vi spiego io la polemica del sussidiario

Perché la vicenda del sussidiario e degli stereotipi ci fa tanto arrabbiare? Ve lo dico da donna nel giorno della nostra festa

Verbo (dal latino verbum, parola) è una parte del discorso variabile, che indica un’azione che il soggetto compie o subisce, l’esistenza o uno stato del soggetto, il rapporto tra il soggetto e il nome del predicato.
Alcuni esempi: la mamma stira; il papà lavora; la mamma lava; il papà legge.
E fin qui sembra abbastanza lineare e chiaro.
Semmai dovessimo spiegare ai nostri figli cos’è un verbo, qual è la sua funzione e proporre degli esempi pratici, in poche righe avremmo fatto il nostro dovere di adulti.
Bene, adesso, però, sarebbe il caso di fare il nostro dovere di adulti consapevoli dell’epoca in cui viviamo e accompagnare i bambini a sviluppare un pensiero più ampio che vada al di là della semplice (o semplicistica) frase “soggetto più verbo”.

Associare parole a persone

Può, infatti, risultare immediato associare ad alcuni esseri viventi (soggetto) una determinata azione (verbo): il cavallo nitrisce, il cane abbaia, la rosa fiorisce, la foglia cade, l’uccello vola. Eppure, proporre come esempio su un sussidiario di seconda elementare “la mamma lava” e “il papà legge”, ci fa storcere il naso, per quale motivo? Forse perché queste due piccole frasi messe vicine su un testo scolastico sono la dimostrazione che si vive ancora in un mondo di stereotipi? Forse perché potrebbero esserci una miriade di esempi da proporre ai piccoli alunni per far capire loro la funzione del verbo accanto ad un soggetto umano? Del tipo: il maratoneta corre, la nonna racconta, la maestra spiega, il dottore visita, la mamma apparecchia, il papà sparecchia. Ecco, questi ultimi due esempi, uno di fianco all’altro, non stonerebbero affatto e sarebbero più realistici di quanto si immagini.

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Il papà lavora e la mamma?

Ad oggi, infatti, il papà che lavora collabora in casa anche se la mamma non lavora; il papà che lavora, sa fare il bucato, sa stenderlo (male, ma sa stenderlo), sa fare la spesa, sa cucinare, sa cambiare un pannolino e sa anche mettere quello pulito; la mamma che non lavora sa leggere e comprendere quello che legge, anche il libretto d’istruzione dell’Ikea, sa svitare una lampadina e mettere un chiodo, sa guidare la macchina e anche parcheggiarla in tre manovre. Ad oggi, il papà lavora, ma anche la mamma, perché nel 2019 la donna può fare tutto quello che fa l’uomo e l’uomo può fare quello che sembra competere solo alla donna. Certo, è innegabile che ci siano propensioni diverse, ma ci sono due elementi che sono il motore dell’attività umana: la VOLONTÀ e la POSSIBILITÀ e sono privi di genere, tutti possono praticarli.

Donne mamme ma anche astronaute

Persino le donne, che, se vogliamo dirla tutta, hanno una possibilità in più rispetto agli uomini e mi riferisco a quella di portare in grembo una vita umana e partorirla. Pensate che una donna che per 9 mesi custodisce un altro essere umano, non riesca a trovare la forza di volontà di diventare la prima astronauta a camminare su Marte oppure resti passivamente in attesa della possibilità che un uomo vorrà darle di esaudire un sogno, professionale o privato che sia?

Le donne: una forza

Pertanto, cari bambini di oggi e futuri adulti di domani, sappiate che sarà difficile fermare una donna che abbia la forza di volontà di raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia. Inutile barricarsi dietro stereotipi palesemente superati, perché le possibilità sono le stesse e la collaborazione tra i sessi è l’unica arma per convivere armoniosamente.
Non a caso, cari bambini di oggi e futuri adulti di domani, dopo i verbi, in grammatica, si studiano le congiunzioni, che hanno appunto il valore di “unire” due elementi del discorso. Per rendere l’idea: “il papà legge mentre la mamma stira” oppure “il papà lava quando la mamma lavora”. E’ vero, ho cambiato l’ordine dei soggetti rispetto all’esempio fastidioso del sussidiario in questione (il papà e la mamma), ma un’antica formula recita che, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. E trattandosi di un’addizione, aggiungo io, il risultato può solo migliorare.
Cari bambini di oggi e futuri adulti di domani, oltre i verbi, cercate di imparare bene anche le congiunzioni e le addizioni: ad una donna, ad ogni donna, dovete TUTTO, non negatele TUTTO, sarebbe inutile e un pò dannoso.
Quando una donna si arrabbia, sono guai… e una donna arrabbiata non è solo uno stereotipo.

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