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Alluvione Palermo, città in tilt, giallo sui dispersi, palazzine senza acqua e luce

Ecco le testimonianze di chi si è salvato. Città in ginocchio dopo la bomba d’acqua di ieri

La lunga notte di Palermo, che non capisce ancora quali e quante ferite leccarsi.

Per tutto il tardo pomeriggio e la serata di ieri è stata battuta la notizia di due morti, una coppia rimasta imprigionata nella proprio auto in un sottopassaggio di viale Regione siciliana. Poi, a notte inoltrata, un comunicato ufficiale e congiunto del Comune e dei Vigili del fuoco che riaccende la speranza. Nessun corpo rinvenuto e nessuna denuncia di dispersi. Solo la segnalazione di qualche accesso al Pronto Soccorso. Ci sono anche dei bimbi ricoverati al Di Cristina per ipotermia. Il più piccolo di loro ha solo nove mesi. Le condizioni dei piccoli non sarebbero gravi, solo un inizio di ipotermia.

Ieri il panico, le notizie tante e spesso confuse. In un primo momento è stato anche supposto che le vittime fossero i genitori dei due piccini ricoverati. Notizia poi smentita. In merito alla scomparsa della coppia, travolta della furia dell’acqua in un sottopassaggio di viale Regione all’altezza di via Leonardo Da Vinci, le voci sono tuttora confuse. A segnalare che c’erano due dispersi è stato un camionista che ha raccontato a forze dell’ordine e Vigili del fuoco di avere visto un uomo e una donna travolti dall’acqua sotto al ponte di piazzale Einstein, all’incrocio con via Leonardo da Vinci. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno lavorato tutta la notte alla ricerca dei corpi, ma finora senza risultato. Non risultano inoltre denunce o segnalazione di scomparsa né a carabinieri né alla Polizia. Si è anche parlato di altri due dispersi in viale Lazio, ma le operazioni di dragaggio escluderebbero anche questa ipotesi. Le prossime ore saranno cruciali per capire se effettivamente la tragedia del pioggia si sia o meno consumata. La città intanto resta sospesa, perché il dubbio è ancor più pesante di una triste verità. Si inizia a fare un bilancio dei danni e degli innumerevoli disagi. Traffico congestionato in quasi tutta la città per via della chiusura di alcuni nodi viari cruciali: Viale Regione, Viale Lazio, ma anche Via Imera, che è diventata in uno dei suoi tratti un vero e proprio fiume di acqua e melma. Ieri lí la tragedia si è sfiorata per un pelo. I sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno salvato una giovane donna, che rischiava di rimanere prigioniera della propria auto. Centinaia le segnalazioni, le richieste di aiuto e i video postati sui social.

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Le testimonianze

Drammatica la testimonianza di Alysiria Patti, che si trovava in auto insieme alla famiglia nel punto clou di viale Regione Siciliana, all’altezza del Lidl.

“Siamo vivi per miracolo bastava stare qualche minuto in più in auto e finiva la mia famiglia con una bimba di 9 anni e una in grembo, sono incinta di 6 mesi. I sottopassaggi non posso essere trappole mortali per i cittadini. Vogliamo cambiamenti e sicurezze. Appena l’acqua ha superato le portiere mio marito ci ha tirati fuori e non vi dico le scene che abbiamo visto. La  bimba l’ha messa sul tetto e io incinta di 6 mesi venivo tirata dalla polizia verso la parte più sicura della strada. Ci siamo incamminati verso Salamone e Pullara attraversando questo inferno d’acqua. Paura, paura un odissea in un secondo è accaduto.”

La testimonianza  prosegue con il racconto di alcuni dettagli sul precipitare improvviso della situazione.

“C’era traffico e pioveva leggero, quindi arrivati all’altezza del Big foot e non si camminava più e iniziava la tempesta siamo stati fermi per 30 minuti ma non accennava a diminuire e il livello dell’acqua era alle ruote nessuna macchina faceva passi avanti come una trappola poi in 10 minuti e salita l’acqua ed entrata dentro le macchine.”

Claudia Scafidi, una giovane mamma palermitana, racconta di essersi salvata per un pelo.

“Ero al centro commerciale La Torre ignara che fuori stesse piovendo.
Una volta uscite è stato impossibile percorrere la strada principale che ti portava al viale Michelangelo, e proprio per questo mi ritrovo a percorrere strade e stradine di borgo nuovo, già fortemente allagate con tombini scoperchiati.
Non vedevo nulla, l’abitacolo era tutto appannato.
Mi ritrovo costretta a fermarmi perché il livello dell’acqua saliva all’ingresso di via Dogali (esattamente dove ci sono gli uffici dei Vigili urbani) sotto la pensilina di un distributore, ma la paura era tanta sia perché i fulmini erano pazzeschi e poi perché l’acqua aumentava.
Ed è proprio per questo che decido piano piano di spostarmi pochi metri più avanti approfittando di una pendenza più evidente della strada, ma niente, dopo poco 10 minuti la acqua arriva alta pure lì.
Mia madre nel panico più totale, la mia bimba di quattro anni con gli occhi sgranati.
E che faccio adesso?
Chiamo i Vigili del fuoco. Chiaramente nulla da fare, linea occupata di continuo.
Mi rintraccia mio fratello,  agente di Polizia, che già era al corrente della situazione catastrofica di viale Regione e via Belgio, incentivandomi a scendere dall auto e a cercare riparo.
Mi faccio il segno della croce e cerco di rispostarmi con la macchina, che purtroppo ahimè, essendo piccola e bassa, nel bel mezzo del torrente si spegne ben due volte. Siccome una minima soluzione si doveva trovare proseguo e per fortuna riesco a fermarmi estremamente davanti all’ingresso dell’istituto Emanuela Loi, dove la pendenza della strada stavolta mi è stata amica ed abbiamo aspettato finché non siamo riusciti a tornare a casa al sicuro.”

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Disagi in molte palazzine della città dove manca luce e acqua. Questa la testimonianza di Raffaella Catalano, che vive in zona Notarbartolo. “Nel mio palazzo il garage sotterraneo è allagato fino al livello del piano stradale (con le auto dentro), senza acqua corrente, senza luce condominiale e quindi anche senza ascensore. E ovviamente non è nulla rispetto a quello che è successo a Palermo. Con i condomini abbiamo deciso di sostenere le spese per pagare un’idrovora e cercare di risolvere i disagi.”

Negozi allagati, danni che vanno ad aggravare la crisi commerciale post lockdown. Palermo oggi è come prigioniera delle sabbie mobili. Le sirene dei mezzi di soccorso  continuano a risuonare per tutta la città. Ci sono ancora decine e decine di auto abbandonate nel fango, intere strade da dragare e il traffico è totalmente in tilt, con i sottopassi di viale Regione chiusi e le strade laterali completamente intasate. Ancora una volta la città è sospesa e si domanda come e quando tutto questo si risolverà.

 

Amap: allerta non preannunciata

“Tutte le paratie degli sbocchi a mare del sistema di smaltimento delle acque piovane sono già aperte da ore così come sono operative le squadre di emergenza che operano in regime di reperibilità”, afferma l’amministratore della partecipata comunale Amap, Alessandro Di Martino, che da alcune ore è in contatto con il sindaco, Leoluca Orlando, e con le strutture della protezione civile per monitorare la situazione determinata dalle forti precipitazioni in corso. “La bomba d’acqua che ha colpito la città come altre città in tutta la penisola non era stata preannunciata e quindi non erano attive le normali misure di prevenzione previste in caso di allerta meteo – prosegue -. Sono situazioni meteorologiche estreme e non prevedibili almeno in questa intensità, ma l’Amap sta intervenendo con tutte le proprie strutture”.

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Orlando: evento eccezionale per palermo

“Oltre un metro di pioggia è caduta oggi a Palermo in meno di 2 ore. La pioggia più violenta nella storia della città almeno dal 1790, pari a quella che cade in un anno. Una pioggia che nessuno, nemmeno i metereologi che curano le previsioni nazionali, avevano previsto, tanto che nessuna allerta di Protezione Civile era stato emanato per la nostra città.
Se l’allerta fosse stata diramata, sarebbero state attivate le procedure ordinarie che, pur nella straordinarietà degli eventi di oggi, avrebbero potuto mitigare i rischi. Ma non è il momento della polemica che lascio ad altri, anche perché so bene che la protezione Civile opera con grande professionalità basandosi su delle previsioni metereologiche fatte da altri e che oggi evidentemente nessuno poteva fare con accuratezza. Quanto è avvenuto deve spingerci ancora di più ad una profonda riflessione e a fare nostra le parole di ieri del nostro arcivescovo sul modello di sviluppo che sempre più sta alterando il rapporto fra l’uomo e l’ambiente e il clima del nostro pianeta. In queste momenti tutta la macchina comunale è impegnata per affrontare questa emergenza non annunciata al massimo dell’impegno e della professionalità mentre attendiamo con apprensione che i vigili del fuoco ci diano notizie sulle persone che ancora al momento risultano disperse e siamo vicini ai loro familiari.”

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