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Abbandonare gli animali è una crudeltà ma anche un reato

Ogni anno in Italia vengono abbandonati oltre 120.000 tra cani e gatti. Agosto è il mese più critico. Ecco cosa prevede la legge per tale reato

Nel pieno della stagione balneare e con l’approssimarsi degli esodi di ferragosto torna purtroppo il dramma degli animali abbandonati. I casi non si contano e sembrano valere davvero poco le campagne di sensibilizzazione nei confronti di coloro che, senza scrupoli, non esitano a gettare o a lasciare i fedeli animali sulle strade a rischiare la morte. Dai dati della Lav (Lega anti vivisezione), emerge che ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 120.000 animali, tra cani e gatti, ed il 30% di questi, proprio in prossimità delle partenze estive.
Ci si fa beffa perfino della legge, la quale è chiara nello stabilire che L’ABBANDONO DI ANIMALI E’ UN REATO PENALE!
L’art. 727 del Codice Penale, prevede, infatti, che: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Questa norma persegue l’obiettivo di tutelare il sentimento di comune pietà verso gli animali e di promuovere l’educazione civile attraverso la lotta all’insensibilità e alla crudeltà.
Gli animali, infatti, vanno visti come esseri senzienti, dotati di una propria sensibilità e in grado di percepire il dolore che può derivare dall’abbandono e dalla mancanza di adeguate attenzioni.

L’introduzione della norma sull’abbandono degli animali

L’articolo appena richiamato è stato modificato con la legge numero 189/2004. Prima di tale intervento legislativo era l’unica norma che sanzionava comportamenti idonei a provocare sofferenza agli animali ed era rubricata “maltrattamento di animali”.
A seguito della modifica, la tutela degli animali stata è stata rafforzata con la previsione sopra richiamata, mentre il reato di maltrattamento di animali è stato ricondotto al nuovo art. 544-ter c. p., che pure riveste grande importanza a tutela degli animali, punendo con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro, “chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”
La legge 189/2004 ha, inoltre, introdotto i delitti di uccisione di animali (articolo 544 bis), di organizzazione di spettacoli o manifestazioni che provochino sevizie per gli animali (articolo 544 quater) e di organizzazione di combattimenti tra animali (articolo 544 quinquies).

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Cosa si intende per abbandono degli animali?

L’abbandono degli animali previsto e punito dalla legge non va individuato nella sola volontà di abbandonare l’animale per strada o comunque lontano dal luogo in cui lo si è accudito, ma nella più generale volontà di non prendersene più cura consapevoli dell’incapacità dell’animale di provvedere autonomamente a se stesso.
Mi preme sottolineare, inoltre, che il reato di cui all’art. 727 c.p. non è punibile solamente per dolo, in quanto la condotta censurabile può essere commessa anche per semplice colpa. Più volte la Corte di Cassazione si è espressa al riguardo affermando che detenere animali in condizioni incompatibili con la loro natura o in stato di abbandono, tanto da privarli di cibo e acqua, è penalmente imputabile anche per semplice negligenza.
Conseguenze sulla collettività
Abbandonare un animale può mettere a repentaglio non solo la vita degli animali, ma anche quella della collettività. Si stima che ogni anno almeno 4000 incidenti stradali siano provocati da animali vaganti. E’ un costo sociale molto alto, ma non è il solo. Molti animali, infatti, abituati a vivere in cattività, non riescono a sopravvivere a lungo, e quando non muoiono per denutrizione, acquistata una nuova libertà, contribuiscono, riproducendosi, ad aumentare i numeri già preoccupanti del randagismo, con possibilità di trasmettere alle persone le malattie contratte.
Un altro costo sociale è di natura economica. Tanti animali abbandonati e vaganti riescono, per fortuna, ad essere recuperati ed affidati alle strutture abilitate al loro ricovero con costi che si ripercuotono inevitabilmente sulle casse pubbliche.
Un consiglio che mi sento di dare su questo argomento è quello chiamare le autorità competenti, se si è testimoni di un caso di abbandono di animali, cercando di prendere tutti i dati del caso.
Ricordiamo che abbandonare gli animali prima di essere un reato, E’ PURA CRUDELTA’.

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