Home » A un anno dall’inizio della vaccinazione di massa, le risposte dell’esperto alle domande più comuni

A un anno dall’inizio della vaccinazione di massa, le risposte dell’esperto alle domande più comuni

Intervistiamo il professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al Policlinico di Palermo

Sono più di 132 milioni gli italiani che hanno ricevuto il vaccino anti Covid. Quarantotto milioni dei quali hanno già completato il ciclo con la dose booster. In dati percentuali, la vaccinazione ha raggiunto oltre il 91% della popolazione. Per quanto riguarda i bambini dai 5 agli 11 anni, sono un milione e trecento mila i vaccinati con almeno una dose, pari a a quasi il 36% del totale della popolazione di questa fascia di età. A poco più di un anno dall’inizio della campagna vaccinale, l’Aifa tira le somme e nel primo rapporto si legge che:  “Le segnalazioni di sospetti eventi avversi sono state 117.920, mediamente 109 ogni 100.000 dosi, indipendentemente dal tipo di vaccino e dalla dose.”

Le segnalazioni riguardano soprattutto il vaccino di Pfizer (68%), che è stato il vaccino più utilizzato, e solo in minor misura AstraZeneca (19,8%), Moderna (10,8%) e Johnson&Johnson (1,4%). L’83,7% (in tutto 98.717) delle segnalazioni inserite è riferita a eventi non gravi, con un tasso di segnalazione pari a 91/100mila dosi somministrate, e il 16,2% (19.055) a eventi avversi gravi, con un tasso di 17,6 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino. Sul fronte dei decessi, quelli collegabili ai vaccini, a detta sempre dell’Agenzia italiana del farmaco,  sono stati 22, quindi 0,2 ogni milione di dosi somministrate.”

Ad oggi l’Italia è il paese del mondo che, percentualmente, ha i numeri migliori quanto a completamento del ciclo vaccinale. Restano comunque accese le polemiche dei no vax convinti ed anche di chi, molto più “umanamente”, teme il vaccino. I dubbi montano vuoi sull’efficacia dei sieri, che non hanno evitato la circolazione virale, vuoi sulla necessità del super Green pass praticamente per fare qualsiasi cosa, fatta eccezione per l’assistenza medica e per l’accesso ai negozi che vendono generi di prima necessità.

Sul punto vaccini abbiamo chiesto un parere al professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al Policlinico di Palermo.

 

Professore Cascio, un anno di vaccini anti Covid, tante certezze, ma anche parecchie polemiche, che ne pensa?

Che sono sufficientemente sicuri ed efficaci da un punto di vista clinico e che, i dati lo dimostrano, in questa quarta e importante ondata, hanno evitato il sovraffollamento delle terapie intensive.

Può interessarti:  Quinta e sesta malattia, come riconoscerle e curarle

Ci si aspettava, però, che il vaccino allontanasse definitivamente il terrore Covid, Invece il virus è continuato a circolare. Perché è successo? Ci sono nuove speranze scientifiche?

I vaccini a nostra disposizione sono stati studiati sul virus originario. il Sars Cov-2 di Whuan, per intenderci. Il virus è variato più volte e quindi il vaccino non può coprire in maniera totale varianti per le quali non è stato studiato e sperimentato. Ciononostante è risultato comunque efficace, lo dimostra il fatto che chi ha completato il ciclo vaccinale, o ha avuto un decorso lievissimo, se non addirittura asintomatico del virus, oppure, occorrenza verificatasi per lo più in soggetti anziani o immunocompromessi, ha avuto una patologia comunque curabile senza la necessità di terapia intensiva. In rarissimi casi i vaccinati hanno avuto una sintomatologia impegnativa. I nuovi vaccini saranno efficaci contro la variante Omicron, che è quella dominante. Ci auguriamo che siano messi a punto in breve tempo. Ciò non toglie che la vaccinazione andava e va completata e che il vaccino sia stato ed è fondamentale per arginare un virus, che avrebbe effetti devastanti senza la vaccinazione.

 

Come ci si orienterà con le dosi di richiamo?

Ritengo che ne sarà somministrata una all’anno, contestualmente con la vaccinazione anti-influenzale. É difficile  che i Coronavirus spariscano dall’oggi al domani, come è accaduto per altri agenti virali. É molto verosimile che ci conviveremo, speriamo pacificamente, e che il vaccino diventerà una prassi collaudata, così come lo sono i tanti vaccini a nostra disposizione.

 

Si continuerà con i vaccini a Rna? Quelli ad adenovirus (Astrazeneca e J&J) si sono rivelati alla fine fallimentari?

Si continuerà sulla scorta dei vaccini che hanno dimostrato una maggiore protezione, ossia quelli a mRna. La risposta immunologica ai tanto vituperati vaccini AstraZeneca e J&J è stata minore. Questo secondo i report. Mettere in campo questi vaccini ritengo non sia stata un’imprudenza, quanto una necessità, dovuta alla pericolosa avanzata del virus. A suo tempo andavano definite linee guida più precise, meno confuse e contraddittorie. Ma ahimè quel che è fatto è fatto. Guardiamo avanti con fiducia ai vaccini in uso.

 

Può interessarti:  Palermo, bimbo grave per broncopolmonite, non è Covid, ma la malattia del pappagallo

 Questi vaccini sono finiti nell’occhio del ciclone per una serie di morti sospette, si potevano evitare?

Le sperimentazioni non avevano evidenziato il rischio di trombosi, ma i grandissimi numeri dei vaccini somministrati ha fatto palesare questa rarissima e terribile complicanza. Purtroppo fatti analoghi sono anche avvenuti con altri farmaci. Ciò non toglie ovviamente il rispetto e il dolore per le vittime e per il valore senza fine di ogni singola vita. Non possiamo però fermarci al timore di isolati eventi avversi gravi. Sono ormai quattordici mesi che la campagna vaccinale va avanti, oggi addirittura con lo sprint. Vaccinarsi è necessario.

In Italia decine di migliaia le domande di esonero, ma in relazione a cosa è controindicato il vaccino anti Covid?

 

Il vaccino è controindicato, e quindi si ha diritto all’esenzione, in caso di ipersensibilità a un principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel vaccino da somministrare. Secondo la circolare ministeriale, i soggetti che hanno manifestato sindrome trombotica associata a trombocitopenia in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Astrazeneca e Johnson&Johnson, possono ricevere seconda e terza dose di vaccino a mRna.

Generalmente sono esonerati coloro i quali hanno avuto una reazione allergica grave dopo una dose di vaccino. Si tratta, lo ribadisco, di piccolissime percentuali di popolazione. Ovviamente tutti i dubbi vanno chiariti con il proprio medico curante e in sede di vaccinazione con il medico vaccinatore, che valuterà il da farsi ed eventualmente demanderà al parere di un medico specialista. Va detto però che il vaccino non è assolutamente controindicato ai soggetti con allergie, alle donne in gravidanza o in allattamento, categorie nelle quali anzi la vaccinazione anti Covid è massimamente indicata. La donna gravida deve sottoporsi a vaccinazione così da tutelare sé stessa e il suo bambino, tramite gli anticorpi che passeranno dalla placenta. La variante Delta e quindi le altre sopraggiunte dopo di questa, si sono rivelate particolarmente talvolta aggressive verso le gravide e i neonati. Si sono registrati anche dei decessi materno-fetali. É fondamentale affidarsi al vaccino soprattutto in un momento delicato come quello della gravidanza.

Vaccino ai bambini, è necessario? É prioritario oggi rispetto alle altre vaccinazioni del calendario vaccinale?

In Italia sono già stati vaccinati oltre un milione di bimbi dai 5 agli 11 anni. Gli eventi avversi segnalati, peraltro tutti non gravi, sono stati poco più dell’1%.

Può interessarti:  Giornalisti tra i banchi: cos'è per me la vertigine?

Dolore in sede di inoculazione, febbricola, lieve malessere generale. Questi gli effetti più comuni e che comunque hanno riguardato una piccola percentuale di bambini vaccinati. É evidente che i bimbi reagiscano con ancor meno effetti avversi degli adulti a dimostrazione che si tratta di una vaccinazione sicura. Ci auguriamo che presto si apra anche alle fasce dei piccolissimi. Stiamo osservando come la variante Omicron si diffonda a macchia d’olio nella popolazione pediatrica, che, generalmente reagisce bene al contatto con il virus, ma può anche sviluppare complicazioni importanti. Ricordiamo la Misc, la sindrome infiammatoria multisistemica, che può avere conseguenze anche molto gravi. Ci sono stati casi di polmoniti pediatriche, ma anche sindromi da long Covid su vari fronti: metabolico, endocrino, neurologico. É bene vaccinare i nostri piccoli, dando al momento la priorità alla vaccinazione anti Covid, consapevoli che, dopo un paio di settimane da questa, i bambini possono ricevere qualsiasi altra vaccinazione.

Per gli scettici irriducibili, che temono effetti a lunghissimo termine del vaccino a a Rna, quali rassicurazioni?

Si tratta di una bufala.

Il vaccino a mRNA fornisce all’organismo informazioni sul Coronavirus permettendogli così di produrre proteine virali, che vengono poi riconosciute come estranee e inducono una reazione immunitaria. L’organismo si prepara in questo modo a combattere il virus. Al primo contatto con esso, la risposta immunitaria dell’organismo si attiva più velocemente, rendendo subito il virus innocuo e impedendo l’insorgere della malattia.

L’mRNA somministrato con la vaccinazione non può penetrare nel nucleo cellulare e da qui innestarsi nel patrimonio genetico umano (DNA/geni), anzi una volta svolta la sua azione viene eliminato. Quindi non vi è scientificamente alcun rischio di mutazioni del nostro codice genetico. Si rischia indubbiamente mille e mille volte di più entrando in contatto con il mRna del Sars Cov.2. Occorre fidarsi della scienza e non delle notizie raccolte distrattamente in rete.

Super Green pass, è d’accordo?

Sono d’accordo alla vaccinazione obbligatoria. Sicuramente più efficace e tutelante del super Green pass.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WC Captcha 36 + = 43