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A Natale ai miei figli regalerò I tacchini non ringraziano

Un’idea per i regali di Natale che non si perda nel dimenticatoio delle solite cose? Ecco una lista davvero speciale

Raccontare una storia ai bambini non è affatto semplice.
Bisogna rispolverare un linguaggio che gli adulti hanno dimenticato, ricorrere a metafore che cercano di veicolare messaggi immediati e rilevanti, inventare al momento personaggi che hanno l’onere di trasportare il bambino in un mondo immaginario, che sia reale o fantastico.
Talvolta si ricorre ai ricordi personali, di quando noi adulti eravamo bambini che, agli occhi e alla mente dei nostri di bambini, appaiono sempre come tempi remoti, seppure i ricordi dell’infanzia di un genitore non siano poi così lontani.
Il fine ultimo, però, è sempre quello di creare un legame tra il mondo adulto e quello del bambino attraverso parole semplici ed importanti che spesso comunicano tramite un corredo di immagini ed illustrazioni che aiutano a fissare quel racconto nella mente del piccolo lettore.
Un autore che scrive per i bambini e per i ragazzi si fa carico, quindi, dell’ardua impresa di raccontare una storia e, al contempo, di elaborare un ricordo. E il momento in cui un adulto si siede per terra, su una piccola sedia alta 30cm o si sdraia di fianco al proprio figlio per leggere un libro non può che creare un ricordo semplicemente bello.

Andrea Camilleri autore per bambini

Andrea Camilleri è uno di quegli autori che ci ha regalato i mezzi per creare questo momento semplicemente bello. Non è stato solo il grande e prolifico maestro della nostra recente letteratura, ma anche un adulto che ha scritto storie per bambini e ragazzi con il suo modo così immediato di scaldare il cuore.
Si sta avvicinando il Natale, lasciamo che Babbo Natale esaudisca i desideri dei nostri bambini, la lunga lista di giocattoli e di doni tecnologici, ma facciamo pure in modo che porti qualche bel libro ai nostri figli, agli amichetti dei nostri figli, ai nostri nipoti.
Perché un libro non ha batterie, anzi ha il potere di alimentare senza l’uso di batterie; perché un libro è vero che si può strappare, ma è anche vero che mantiene il suo fascino seppur rattoppato; perché un libro non riesci a buttarlo via quando cerchi di fare ordine in una cameretta, magari li regali a qualcun altro con l’augurio che quel vecchio libro continui il suo viaggio con un altro lettore.
Rendendo onore all’immenso mondo di Andrea Camilleri, vi consiglio tre suoi libri per bambini e ragazzi.

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“Topiopì” (ed. Mondadori-Contemporanea, illustrato da Giulia Orecchia) prende spunto dal racconto autobiografico del piccolo Nenè e delle sue estati in campagna dai nonni, in una Sicilia antica e accogliente, dove un migliore amico può diventare un pulcino. Un’amicizia così pura da far superare i momenti anche più difficili. Il racconto è semplice, come quello che un nonno fa al proprio nipote e le illustrazioni dai toni così caldi di Giulia Orecchia contribuiscono ad incorniciare la scrittura in un mondo genuino e straordinario.

“Magarìa” (ed. Mondadori, illustrato da Giulia Orecchia) è una magia, un incantesimo in cui la sicilianità e il mistero tipici dello stile di Camilleri entrano in questo racconto che ha per protagonisti la piccola Lullina, suo nonno e una formula magica che ci regala tre finali differenti. Anche questa volta, l’efficacia della scrittura è affidata alle colorate e oniriche tavole di Giulia Orecchia. Testimonianza di un felice connubio di scrittura e immagine.

I tacchini non ringraziano

“I tacchini non ringraziano” (Salani Editore, disegni di Paolo Canevari) è un libro per ragazzi in cui Andrea Camilleri scrive, in prima persona, di un furbo lepro (“dalle parti nostre, il maschio della lepre viene detto ‘u lebru’ e io per comodità lo continuerò a chiamare così”), di un gatto innamorato, di dignitosi tacchini, del canto di cardellini, di capre, volpi, serpenti, cani. Insomma, attraverso la sua penna ironica e magica, Camilleri ci racconta di un mondo fatto di animali con l’intento di rammentare a noi mortali la “bellezza” che ci circonda e una coscienza che fatichiamo ad avere perché “se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant’anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento”. La penna di Paolo Canevari, poi, illustra un mondo di animali che sembra appartenere ad un mondo primordiale che fa da corredo efficace ai soggetti di Camilleri.

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